Vaccini, quattro bimbi fuori dalla scuola

Vaccini, quattro bimbi fuori dalla scuola

Vaccini, quattro bimbi fuori dalla scuola

Il primo caso nel torinese si era verificato appena un mese fa quando una bambina era stata respinta dall'asilo nido di Torre Pellice perchè, appunto, non in regola con i vaccini.

All'opposto in Val D'Aosta, dove otto bambini non in regola ammessi scuola.

Primi effetti, a Torino, della legge Lorenzin sull'obbligatorietà dei vaccini. Alle due famiglie torinesi è stata notificata la richiesta della dirigente scolastica di non portare più i bimbi alla scuola materna da oggi, 2 maggio.

Dei due casi di Collegno parla invece Matteo Cavallone, assessore comunale alle Politiche educative della cittadina alle porte del capoluogo piemontese."Il rispetto della legge non è una questione politica - sostiene Cavallone -".

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Diretto e senza giri di parole, il centrocampista spagnolo ha voluto far sentire la sua vicinanza allo sfortunato portiere. Si è unito anche Boateng: "Avanti a testa alta, si vince e si perde tutti insieme".


Per l'assessore regionale all'istruzione Gianna Pentenero, "la legge e le circolari hanno definito un iter chiaro che, soprattutto in una regione virtuosa come il Piemonte, è stato estremamente graduale, e che va rispettato". Per tutto l'anno abbiamo inviato ai genitori numerose sollecitazioni. E così procederemo come da normativa. In questi giorni le altre tre famiglie, che per svariati motivi hanno deciso di non ricorrere al Tar, hanno chiesto tramite il loro legale la sospensione del provvedimento di esclusione anche per gli altri bambini.

In Val D'Aosta otto bambini non in regola ammessi scuola - Scaduti i termini per l'adempimento dell'obbligo vaccinale, in Valle d'Aosta otto bambini non in regola con le norme nazionali sono stati ugualmente ammessi a scuola; di questi sette negli asili nido e uno nella scuola dell'infanzia.

Lo riferisce all'Ansa il presidente dell'associazione Pro libera scelta Vda. "Nessuno si è assunto la responsabilità di non far entrare a scuola i bambini, anche a causa di un vuoto normativo", ha spiegato Minetti.

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