Primo maggio per la sicurezza sul lavoro e internazionalista a Legnano

Primo maggio per la sicurezza sul lavoro e internazionalista a Legnano

Primo maggio per la sicurezza sul lavoro e internazionalista a Legnano

Questi primi quattro mesi dell'anno sono stati terrificanti, ci sono stati moltissimi infortuni e più di 160 morti sul lavoro.

Inoltre, deve far riflettere soprattutto il fatto che, dall'analisi delle dinamiche degli infortuni, emerge che si continua a morire come 50 anni fa, cadendo dalle impalcature, schiacciati dai trattori o travolti da carichi dall'alto: altro che digitalizzazione e lavoro 4.0!

Ieri si è celebrata la festa internazionale dei lavoratori, il momento in cui l'Italia e la stampa si sono improvvisamente ricordati che i temi della precarietà e della sicurezza sul lavoro sono piaghe sociali da affrontare con una certa urgenza.

In tutta la narrazione della triplice e dal palco del concertone del Primo Maggio si sono levate voci di sdegno e di denuncia.

Bug nella sicurezza, a rischio password degli utenti — Twitter
Di recente abbiamo identificato un bug che memorizzava le password non oscurate in un log che veniva utilizzato a scopi interni. Questo consente al nostro sistema di validare le credenziali del vostro account senza rivelare la password .


E' stata pubblicata su Facebook dal sindaco di Barberino, Gianpiero Mongatti in occasione dell'evento mugellano dedicato alla sicurezza sul lavoro e alle morti (del passato e recenti) avvenute durante la costruzione dell'autostrada. "Per noi il Primo maggio, infine è anche un'occasione per ribadire l'importanza dell'azione di sensibilizzazione che da tempo la Cisl porta avanti per la lotta a ogni forma di molestia subita dalle donne sui luoghi di lavoro, continueremo a farlo con sempre maggiore forza" conclude il segretario Cisl Palermo Trapani Leonardo La Piana. Questo tema è strettamente collegato a quello della precarietà crescente nel lavoro che espone al continuo ricatto di accettare condizioni di lavoro anche pericolose e instabili pur di lavorare. Tutto questo è anacronistico e la sicurezza è una responsabilità che deve interrogare tutti: sindacati, imprese e istituzioni. Diritti e tutele rischiano di annegare nel mare magnum della smaterializzazione del lavoro e di professioni, strumenti, sempre più virtuali: "lavoro digitale, operai del click e precari "on demand", lavoratori delle piattaforme. I dati ci dicono che nel nostro territorio assistiamo a un po' di ripresa economica e occupazionale, che resta però ancora attraversata da zone di disomogeneità a seconda dei settori e, se si guarda allo stesso settore, diversa tra differenti aziende". "Servono più aspettori, bisogna assumere persone che facciano vigilanza su questi temi".

Si è concluso con un appello ad aziende e istituzioni a "tutelare la sicurezza" sui luoghi di lavoro la manifestazione promossa dai sindacati Cgil, Cils, Uil, per il primo maggio a Milano.

Se si vuole parlare di tutele per i riders, simbolo della gig economy, non si può ignorare il loro ambiente di lavoro (la strada) e le regole che lo governano (il codice della strada) che tutelano la velocità, ma non la sicurezza.

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