Unicredit, utile netto a 1,1 miliardo

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L'istituto ha comunicato i risultati del primo trimestre del 2018, periodo chiuso con un utile netto di 1,1 miliardi di euro, in aumento del 22,6% rispetto ai 907 milioni contabilizzati nello stesso periodo dello scorso anno, beneficiando di minori rettifiche su crediti e costi operativi. Il risultato è superiore alle attese del consensus degli analisti, che vedeva un utile a 766 milioni.

Mustier: miglior primo trimestre dal 2007 Per UniCredit il primo trimestre del 2018 è "il miglior primo trimestre in più di un decennio". Ritmo di crescita che, se confermato nei prossimi trimestri, permetterà di impattare o anche superare il target di 20,1 mld per l'intero 2018. Il margine operativo netto è salito del 25,5% a 1,9 miliardi e le commissioni hanno mostrato un progresso del 2,8%, trainate dalle commissioni di investimento (+2,3%) e dalle commissioni da servizi transazionali (+9,3%). Le esposizioni deteriorate lorde sono poi scese da 48,3 miliardi di inizio anno a 44,6 miliardi, mentre le esposizioni deteriorate nette sono scivolate del 16,2% su quota 17,7 miliardi di euro. Il rapporto tra crediti deteriorati lordi e il totale crediti della Core Bank è pari al 4,7%, in miglioramento di 0,9 punti percentuali su base annua.

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Per la fine del 2018 UniCredit prevede un Cet1 ratio fully loaded tra il 12,3% e il 12,6% e ancora un dato sopra il 12,5% l'anno successivo. Mustier ha sottolineato che il regolamento e i trattamenti dei Cashes sono stati "completamente comunicati e rivisti da tutti i regolatori competenti e sono sempre risultati in linea" con le normative. Quanto al piano, prosegue "abbiamo gia' realizzato il 78 per cento delle chiusure di filiali in programma e il 75 per cento delle riduzioni di personale previste, con una diminuzione dei costi cosi' come pianificato". "Tutti gli obiettivi di Transform 2019 sono confermati e continuiamo la rigorosa implementazione del piano, lavorando insieme con tutta la squadra per fare di UniCredit una banca paneuropea vincente". A pesare sulla banca guidata da Jean-Pierre Mustier è la polemica sollevata dal fondo hedge "opportunista", Caius Capital circa la classificazione come Core equity Tier 1 (CeT1) dei "Cashes" (Convertible and subordinated hybrid equity-linked securities), strumenti finanziari emessi nel 2009 per 3 miliardi di euro e convertibili a determinate condizioni entro il 2050. Da un esame dei conti della banca, il dato saliente che emerge è la forte progressione degli utili.

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