Hannes, la mano robot tutta italiana che si muove col pensiero

Mano robotica: ecco Hannes, la mano che piega le dita come quella naturale

Hannes, la mano robotica dalla presa perfetta sta per arrivare in Italia

Oggi Rehab Technologies, il laboratorio nato a fine 2013 dalla collaborazione tra Inail e IIT, hanno presentato la nuova mano protesica di derivazione robotica: ha maggiore durata della batteria, migliore capacità e performance di presa, costo ridotto di circa il 30% rispetto ai dispositivi attualmente in commercio. Il suo nome è un omaggio al professor Hannes Schmidl, ex direttore tecnico del Centro Protesi Inail di Vigorso di Budrio, che diede inizio alle attività di ricerca sulle protesi. Il meccanismo alla base del movimento delle dita, della forza e del tipo di presa dipende dal sistema DAG - acronimo di Dynamic Adaptive Grasp - brevettato dal team IIT-Inail e che consente ai pazienti dotati di "Hannes" di afferrare gli oggetti adattandosi alla loro forma e di resistere alle eventuali sollecitazioni esterne utilizzando un singolo motore. "Siamo partiti - ha detto Cingolani - dal robot umanoide realizzato dall'IIT nel 2012". Poi siamo passati ad una mano di principio, perfetta ma non adatta per essere usata dalle persone e in 3-4 anni siamo arrivati al prodotto vero in grado di aiutare le persone a svolgere delle attività quotidiane. "Un passo in più per l'accettazione dell'arto e il ritorno verso la normalità, obiettivo primario dell'impegno di tutti i ricercatori che hanno lavorato senza sosta per raggiungere questo obiettivo". "Sara' una strada lunga e difficile, dopo la mano dovremo realizzare una protesi per il braccio e per la gamba". Conclusioni affidate al al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, con il direttore generale Programmazione sanitaria del Ministero della Salute, Andrea Urbani che ha portato i saluti del Ministro Beatrice Lorenzin, annunciando l'avvio dello studio in commissione per l'inserimento della mano robotica nei LEA.

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Roiland, infatti, ha pubblicato un'immagine in cui ha proclamato ufficialmente la continuazione della serie. Sarà all'altezza? Solo il tempo potrà dircelo.


A supportare i dati, per una volta, non sono solo i grafici e le slide, ma una testimonianza diretta, quella di Marco Zambelli (nella foto), paziente del Centro protesi dell'Inail che ha testato per primo la mano robotica. Ovvero: sfrutta gli impulsi elettrici che provengono dalla contrazione dei muscoli della parte residua dell'arto, e implementa strategie basate su algoritmi di intelligenza artificiale. Per garantire il massimo livello di personalizzazione, il Rehab Technologies Lab ha realizzato un software che si collega alla mano robotica via Bluetooth e consente di calibrare i suoi parametri. Un occhio anche all'estetica visto che offrirà diverse soluzioni cosmetiche, con guanti di rivestimento diversi per uomo a donna. Mi dico: "'perché fare con la sinistra cose che, adesso con la protesi, posso fare con la mano destra?'". "E' importante ottenere un brevetto e un risultato scientifico, ma lo è altrettanto rendere lo strumento disponibile concretamente a chi ne ha bisogno". Si chiama Hannes ed è stata presentata ieri dall'Inail e dell'Istituto Italiano di Tecnologia. "Il lancio di Hannes - sottolinea Massimo De Felice, presidente dell'Inail - è solo la prima tappa di una collaborazione molto proficua con Itt". Si tratta di una grossa svolta che potrà essere utilissima per il mondo della medicina.

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