Massimo Carlotto, lo scrittore accusato di omicidio approda in Rai

Massimo Carlotto, lo scrittore accusato di omicidio approda in Rai

Massimo Carlotto, lo scrittore accusato di omicidio approda in Rai

Tornato in Italia fu condannato a 18 anni di carcere, fu graziato dal presidente della Repubblica e tornò libero nel 1993.

Per noi familiari l'unica possibile scelta di coerenza che dovrebbe operare la RAI, ed è per questo che ci appelliamo a Voi, è che sospenda la messa in onda del programma e scelga un diverso conduttore.Solo bloccando la messa in onda di Carlotto si potrebbe essere coerenti sul tema del femminicidio e rispettosi di Margherita. La 24enne fu ritrovata all'interno della sua abitazione padovana, seminuda, massacrata con ben 59 coltellate.

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Sarri è diverso dagli altri allenatori, vive per il calcio, vuole la perfezione e grazie anche al suo staff cresciamo sempre. Qualcosa è scattato dopo la vittoria della Juventus e a Firenza non abbiamo avuto la reazione giusta.


Massimo Carlotto, il noto scrittore accusato di omicidio a 18 anni di carcere, conduce Real Criminal Minds. Mi sembra una scelta improvvida, ingiusta e per molti aspetti insultante assegnare un ruolo televisivo pagato con fondi pubblici ad un uomo nella cui casa fu trovata una ragazza assassinata con 59 coltellate, condannato a 18 anni di galera per l'aberrante omicidio, latitante all'estero e graziato. Carlotto fuggì dapprima in Francia, poi in Spagna. Carlotto, infatti, è stato scelto per condurre Real Criminal Minds ma lo scrittore è al centro di un controverso caso giudiziario: condannato poi graziato per l'omicidio della sua fidanzata avvenuto nel 76. Il provvedimento del Quirinale estinse la pena e riabilitò il giallista. Massimo Carlotto; pur avendo ottenuto la riabilitazione politica e civile dal Tribunale di Cagliari nel 2004, se hanno valutato l'inopportunità di avere un condannato per omicidio alla conduzione di un programma del servizio pubblico sui serial killer; se sono a conoscenza anche del sostegno morale che il sig. E seppure "su quella vicenda non furono mai diradati", sottolinea Ciambetti, "rimase, di certo, la vita spezzata di una ragazza di 24 anni assassinata in modo barbaro: davanti alla memoria di Margherita Magello, la scelta della Rai di affidare a Carlotto l'introduzione di programmi dedicati agli assassini seriali è agghiacciante e credo che il responsabile di questa scelta debba assumersi le sue responsabilità per quello che è molto più di un errore".

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