Giro d'Italia 2018, la nona tappa Pesco Sannita-Gran Sasso

Giro d'Italia 2018, la nona tappa Pesco Sannita-Gran Sasso

Giro d'Italia 2018, la nona tappa Pesco Sannita-Gran Sasso

Il ciclista della Mitchelton-Scott mantiene la maglia rosa, che porterà martedì nella decima tappa, per il quarto giorno consecutivo, che partirà da Penne (Pescara).

L'inglese vince in Maglia Rosa sulla Montagna Pantani.

La nona tappa del Giro d'Italia è stata entusiasmante fin dai primi chilometri. La nona tappa, da Pesco Sannita a Campo Imperatore, il Gran Sasso, 225 chilometri con vento e freddo, la montagna piena di neve, ha confermato che la conquista della maglia rosa da parte di Simon Yates non erau n fuoco di paglia. Escono a testa altra dalla frazione odierna sia Domenico Pozzovivo che Thibaut Pinot: il primo ha provato a vincere ma, forse, è scattato troppo presto, quando mancava ancora un chilometro e mezzo al traguardo; il secondo ha rintuzzato tutti gli attacchi, tranne quello fatale di Yates. E' la 10ma maglia Rosa per la Gran Bretagna: Simon Yates raggiunge Mark Cavendish quale atleta britannico con il maggior numero di Maglie Rosa (Cavendish fu in Rosa nelle prime due tappe del 2009, nella seconda del 2011 e nella prima del 2013; le altre due furono indossate da Bradley Wiggins nella prima tappa del 2010 e David Millar nella terza del 2011). I dati sono disponibili a questo link. "Thibaut Pinot a 45", 5.

3 - Esteban Chaves (Mitchelton - Scott) s.t.

L'emozione del Red Carpet, la corsa di Benigni e l'accoglienza del pubblico
Al Festival di Cannes 2018 tra i grandi protagonisti del weekend c'è stato il primo film italiano in Concorso. Subito dopo, sul tappeto rosso era arrivato il cast di Lazzaro felice .


"Nella generale Yates ha ora 32" di vantaggio su Chaves e 38" su Dumoulin. Ha rispetto quando è giustamente incalzato sul flop di Froome e Aru: "Hanno vissuto una tappa difficile, le giornate brutte capitano ma non conoscendone le ragioni può essere stato tutto". Il riferimento purtroppo è a Fabio Aru, prima di ieri sottotono nella crono di apertura e anonimo nelle prime salite.

L'arrivo sul monte Zoncolan dunque potrebbe fare da spartiacque nel Giro dell'alfiere della Bahrain Merida, che sabato potrebbe ritrovarsi a ridosso delle zone nobilissime della classifica, per tentare poi nell'ultima settimana l'assalto ad un podio, se non a qualcosa di più, che a 35 anni sarebbe davvero un'impresa. Attraversa l'Appennino da sud verso nord con un percorso tortuoso costellato prevalentemente di brevi salite pedalabili e con tre classificate GPM di cui la prima (lunga quasi 20 km) scollina un versante inedito del Gran Sasso.

Ultimi chilometri prevalentemente rettilinei su ampia strada fino a 1.500 m dall'arrivo dove la corsa compie alcune curve ad angolo retto per portarsi a 750 m dall'arrivo nel rettilineo finale (leggermente curvo fino ai 500 m), in asfalto di larghezza 7,5 m.

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