Lupo di Coriano: individuati i responsabili del massacro

I titolari di un'azienda agricola di Coriano i killer del lupo appeso alla pensilina

Lupo ucciso e appeso, due agricoltori denunciati

Si sono concluse con la denuncia a piede libero di due individui, ritenuti dagli inquirenti gli autori della feroce uccisione di un lupo ritrovato impiccato alla pensilina della fermata dell'autobus a Coriano lo scorso novembre, le indagini dei carabinieri Forestali di Rimini.

I due avrebbero seviziato il lupo per ore, prima stordendolo con del topicida, lasciandolo poi con il canio fracassato, un buco che gli attraversava il muso e pancia e petto trafitti da (verosimilmente) un forcone. E dall'Enpa, pronta a costituirsi parte civile all'eventuale processo, arriva la soddisfazione per la rapidità delle indagini dirette dalla Procura della Repubblica di Rimini, che hanno consentito di acquisire "gravi e inconfutabili indizi di colpevolezza". E' stato accertato che uno dei due indagati, dipendente dell'azienda agricola, alle 4 circa del 4 novembre 2017, aveva effettuato un tentativo di chiamata verso l'utenza in uso all'altro indagato, padre del titolare dell'azienda, agganciando nella circostanza una cella il cui ponte risultava essere proprio nel comune di Coriano, in un luogo compatibile con quello dove era stato rinvenuto l'animale ucciso. E infatti, dai filmati non si notava scendere nessuno dallo sportello lato guida, né tanto meno aprire il portellone posteriore. La morte dell'animale è stata davvero atroce.

FIFA, suggestione "nuovo" Mondiale per club: Roma verso l'esclusione
A queste si aggiunge la Juve: 2 Champions, 2 intercontinentali e un ruolino recente ad altissimo livello. Ma l'ultima battaglia vinta dall'ex segretario generale UEFA riguarda la riforma del Mondiale per club .


A rafforzare i sospetti, il fatto che i due abbiano cambiato numero di cellulare. Allo stesso tempo, la perquisizione del furgone ha permesso di individuare elementi utili, tracce ematiche e peli, che sono stati raffrontati con quelli della carcassa e trovati identici al test del Dna. In particolar modo, ringraziamo Aldo Terzi, colonnello e comandante del Comando Gruppo carabinieri Forestale di Rimini, e i suoi uomini. L'auspicio, aggiunge la presidente nazionale Carla Rocchi, è che "la magistratura possa fare chiarezza su questo efferato animalicidio, infliggendo ai responsabili una pena esemplare, in linea con la gravità dei reati commessi". A finire nei guai sono stati un 82enne e un 43enne accusati di maltrattamento, cattura, uccisione e furto aggravato.

Latest News