Italia deferita alla Corte di Giustizia Europea per smog e rifiuti radioattivi

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La Commissione Ue ha deferito l'Italia alla Corte di Giustizia europea per aver violato le norme europee antismog: avrebbe ripetutamente superato i limiti Ue per il particolato Pm10.

Nel caso specifico dell'Italia, a maggio 2017 la Commissione ha avviato una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia per il mancato adempimento degli obblighi derivanti dalla normativa dell'UE in materia di omologazione dei veicoli da parte di Fiat Chrysler Automobiles. Tutto questo ha di fatto determinato la richiesta di deferimento alla Corte di giustizia del Lussemburgo.

Altri Paesi, comunque, dovrebbero essere deferiti alla Corte: per l'inquinamento da biossido di azoto la Francia, la Germania e il Regno Unito; per quello da Pm10, oltre all'Italia, la Romania e l'Ungheria.

La festa dei musei
Passeggiata nei luoghi della musica e dell'arte in compagnia delle composizioni di musicisti lucchesi. La giornata dedicata a questa festa dei musei è sabato 19 Maggio .


Il deferimento arriva nell'ambito di una procedura di infrazione cominciata nel 2014. Gli Stati membri erano infatti tenuti a notificare i programmi nazionali entro il 23 agosto del 2015.

L'Italia è finita dinanzi alla Corte di Giustizia europea anche per quanto riguarda i rifiuti radioattivi, in particolare sul fronte della notifica dei programmi nazionali di gestione del combustibile nucleare esaurito. I responsabili del "Meridiano d'Europa" a Foligno sono Beatrice Castellani, Admir (Ado) Alili e Nicola Epifani, che durante l'anno scolastico hanno svolto dei corsi preparatori al viaggio ai 40 studenti folignati. Lo scorso luglio Roma aveva già ricevuto un parere motivato - secondo e ultimo passo passo della procedura d'infrazione prima del deferimento alla Corte - insieme ad Austria, Croazia, Repubblica ceca e Portogallo. Di recente inoltre, dall'Unione Europea è arrivato un nuovo decreto che obbliga gli agricoltori a utilizzare insetticidi non ammessi in agricoltura biologica, uno dei quali, accusato anche di essere dannoso per le api. L'attenzione europea è tornata alta lo scorso marzo, quando circa 3.000 ulivi furono trovati positivi al batterio in un'area dove nel 2015 si registravano pochi esemplari infetti. La prossima settimana la Commissione potrebbe proporre al comitato Ue sulla salute delle piante l'aggiornamento dell'area di quarantena, spostando di una ventina di chilometri verso Nord la fascia di territorio dove vanno applicate le misure più drastiche, con il taglio delle piante malate e di quelle suscettibili di infezione nel raggio di cento metri.

Secondo l'Ue, gli Stati membri sono obbligati ad adottare tutte le misure necessarie all'eradicazione della Xylella per evitarne la diffusione in altri paesi.

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