Lega-M5s, c'è il contratto Salvini e Di Maio: "Passo di lato"

Di Maio cambia idea sul professore e il governo non parte. Salvini si arrabbia e lancia ultimatum

Perché non ci sarà un governo Lega-Movimento 5 Stelle (o avrà vita breve)

E in effetti dal documento integrale di quel contratto emergono parte dei temi oggetto della trattativa tra Di Maio e Salvini.

Se invece non ce la faranno neppure a partire con un nuovo governo, sarà durissima. Previsto un ulteriore colloquio giovedì. Ci sarebbero 'passi avanti' sul nome del premier, ma (sostanziale novità) la trattativa grilloleghista - che si dava per chiusa già ieri sera - sarebbe ancora da definire, almeno nelle ultime mosse. Ma il Presidente avrebbe preferito non prendere in consderazione bozze ma solo testi definiti, frutto delle responsabilità dei partiti che concludono accordi di governo.

L'annuncio è arrivato poco fa. Nel fine settimana sia i Cinque stelle che la Lega consulteranno la base sull'accordo siglato. Obiettivo? Dare vita a un nuovo esecutivo. Tra questi anche un capitolo sui vaccini. Pagare meno per pagare tutti, e allora sì chi continua a evadere va in galera.

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L'allenatore italiano e tutto il suo staff " hanno permesso alla squadra di crescere ". Il Nantes ha raggiunto un onesto piazzamento a metà classifica .


Nel frattempo la Borsa scende e sale lo spread. "Mi piacerebbe un ministro della Lega che si occupi di sicurezza e confini, che ne sia garante". O il cambiamento resterà una pagina non scritta del libro dei sogni. Il che provoca un combinato che sarebbe sbagliato da sottovalutare (e infatti qui ne parliamo): perchè in un'epoca come la nostra in cui il consenso viene costruito anche e soprattutto sulla rete e monitorato di minuto in minuto, le bordate di satira su Di Maio E Salvini rischiano di comprometterne la credibilità faticosamente conquistata sulle urne. Il programma è costituito da 40 pagine e da oltre 22 punti, e adesso dovrà essere sottoposto ai due leader Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Salvini però chiede un leghista al Viminale per garantire i rimpatri dei migranti e si lancia in un'offensiva sull'Europa: "Meglio barbari che servi".

"Entro oggi ci riaggiorniamo e vediamo se riusciamo a chiudere". "Tutto si decide lì", insiste a dire Lorenzo Fontana, ex europarlamentare ora eletto a Montecitorio. Questo l'esito del vertice di tre ore tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio alla Camera. Esclusa l'opzione tecnica, resta da valutare quale dei due partiti avrà l'ultima parola sul nome. Non è detto che il contratto venga inviato al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ora è il segretario del Carroccio ad attuare, senza citarla, la linea dei "due forni": l'intesa con i cinquestelle per il governo, l'accordo con Forza Italia e Fratelli d'Italia per le eventuali elezioni anticipate.

Contro i corifei di Bruxelles si è scagliato anche Luigi Di Maio (M5S): "Guarda caso appena abbiamo fatto l'ipotesi di un governo M5s-Lega cominciano le fibrillazioni, vedo una certa paura da parte di alcuni eurocrati ma non mi spaventano". "Non un passo indietro!", così ha concluso il lungo messaggio.

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