Aborto libero, in Irlanda arriva uno storico "sì"

Un altro rilevamento dell'emittente nazionale Rte segnala una percentuale ancora più alta di favorevoli, con il 69,4%. L'amara ammissione di sconfitta arriva mentre lo spoglio conferma le anticipazioni degli exit poll su un ampio successo del "sì" al referendum sull'aborto in Irlanda.

I seggi elettorali sono aperti dalle 7 alle 22, col rigoroso divieto di condurre campagne in extremis vicino alle scuole in cui si svolgono le votazioni, sebbene siano tollerati accessori come distintivi e maglie che promuovono una parte o l'altra. "Sembra che domani faremo la storia", ha scritto su Twitter il primo ministro Leo Varadkar, che sostiene la riforma.

I risultati ufficiali definitivi sono attesi nella mattinata di oggi.

Otto donne accusano Morgan Freeman di molestie
Seconda la donna, Freeman cercò di palpeggiarla, facendo commenti sul suo aspetto fisico, e provò più volte a sollevarle la gonna. Uno di loro, in seguito, le disse: "Non ti preoccupare, Morgan è così".


Quasi 3,5 milioni di irlandesi sono chiamati oggi a votare in favore o contro la liberalizzazione dell'aborto, in un referendum storico per un Paese con una tradizione cattolica, che ha tuttavia approvato in modo schiacciante i matrimoni tra persone dello stesso sesso nel 2015.

L'iter per arrivare a questo risultato era iniziato nel 1995, quando era stato approvoto il referendum che introduceva nel Paese il divorzio, e anche allora la Chiesa cattolica irlandese si era opposta ostinatamente vedendo quella decisione come un elemento di troppa modernità.

L'ottavo emendamento della Costituzione irlandese equipara, nella sua attuale formulazione, il "diritto alla vita del nascituro" al "diritto alla vita della madre". In teoria, ricorda il giornale, le donne che abortiscono illegalmente rischiano pene fino all'ergastolo. La sua revoca renderà possibile la revisione sulla legge per l'aborto che in Irlanda è possibile solo in caso di pericolo di vita della madre. Secondo i fautori del "sì", l'ottavo emendamento ostacolava le interruzioni di gravidanza anche quando vi erano gravi rischi per la madre. La questione dell'aborto era potenzialmente divisiva e si era imposta nell'agenda politica già dal 2012 in seguito al dramma di una giovane donna di origine indiana, che era morta di setticemia dopo che i medici si erano rifiutati di interrompere la gravidanza nel timore di violare la costituzione.

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