Corea del Nord, così Trump è caduto nel 'trappolone' di Kim Jong-un

Un murales sarcastico sul presidente USA Donald Trump e sul leader nordcoreano Kim Jong-Un

Un murales sarcastico sul presidente USA Donald Trump e sul leader nordcoreano Kim Jong-Un

La sentenza non contiene un'ingiunzione a Trump a sbloccare le persone coinvolte ma, spiegando come stanno le cose leggi alla mano, contiene un ammonimento abbastanza chiaro: "Poiché tutti i funzionari governativi sono prevedibilmente tenuti a seguire una legge una volta che la magistratura ha detto quale sia la legge, dobbiamo presumere che il presidente e Dan Scavino (ovvero chi gestisce l'account, ndr) porranno rimedio al blocco". L'istituto, che si impegna a difendere la libertà di parola, quasi un anno fa aveva scritto a Trump per spiegare che il suo atteggiamento danneggiava la libertà di parola delle persone bloccate e impediva loro l'accesso a informazioni di pubblico dominio. "Lei - prosegue Trump nella lettera - ha parlato delle sue capacità nucleari, ma le nostre sono così potenti che speriamo non debbano mai essere usate".

Donald Trump non ha il diritto di bloccare i suoi critici e detrattori su Twitter, è quanto ha stabilito un giudice federale di New York. "Se Kim non accetta l'accordo, applicheremo il modello Libia". L'Ufficio presidenziale della Corea del Sud sta cercando di capire il contesto che ha spinto il presidente Trump a decidere l'improvvisa cancellazione del summit, ha fatto sapere un portavoce. Il più spiazzato dalla mossa di Trump è sembrato comunque il presidente sudcoreano Moon Jae-in, che nei giorni scorsi era volato alla Casa Bianca fiducioso di convincere il tycoon a fare il summit e che oggi ha convocato un vertice di sicurezza per capirne le intenzioni, rilanciando la necessità di un "dialogo diretto" fra Trump e Kim. "Non badate a Bolton".

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Più o meno nelle stesse ore il segretario di Stato Pompeo lanciava all'Iran l'avvertimento che gli Stati Uniti avrebbero imposto a Teheran sanzioni "inaudite", di una durezza "mai vista prima", accompagnando queste dichiarazioni con ultimatum in 12 punti comprendente la richiesta all'Iran di rinunciare ai missili balistici e il ritiro dalla Siria, dove gli ayatollah sostengono da sempre il regime di Bashar Assad, ormai tornato in pieno controllo, dopo sette anni di guerra devastante, di Damasco e della parte centrale del Paese.

Dopo la pubblicazione della lettera, Trump ha parlato alla Casa Bianca. Un altro passo che mette gli Usa nella posizione di principale attore della destabilizzazione mondiale. Nella lettera inviata al leader nordcoreano, Trump fa riferimento a "enorme rabbia" e "aperta ostilità mostrata nella vostra recente dichiarazione". "Il mondo e la Corea del Nord in particolare hanno perso una grande opportunità per una pace duratura o per una grande ricchezza", scrive il presidente Usa. Avrebbe almeno avuto un ruolo principale, quello del leader democratico (e dunque il 'buono' della situazione agli occhi dell'opinione pubblica occidentale) che guarda negli occhi un giovane e presuntuoso dittatore: così invece rischia di trasformarsi nel 'cattivo guerrafondaio' di turno.

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