#GDPRDAY nulla sarà come prima

Gdpr i primi effetti sulla privacy tra ricorsi e siti in tilt

#GDPRDAY nulla sarà come prima

Ma cosa è il GDPR? Ciò significa che la delega scadrà il 22 agosto 2018. Questi, in sintesi, alcuni temi che saranno approfonditi nel corso del 7° Privacy Day Forum "GDPR e fiducia dell'utente per lo sviluppo del mercato digitale", che si svolge oggi a Roma, illustrati da Nicola Bernardi, Presidente di Federprivacy, nell'intervista rilasciata a IPSOA Quotidiano. Si tratta di una serie di nuova garanzie per i cittadini europei che interviene in modo diretto nelle legislazioni dei Paesi membri: vale infatti ovunque e non ha bisogno di leggi di recepimento, sebbene necessiti di un lavoro di armonizzazione con le proprie leggi, per evitare cortocircuiti.

Anche se si tratta di un profilo principalmente giuridico, il Garante ha chiarito che non vi sono titoli di studio o certificazioni obbligatorie, per cui non esiste una sorta di abilitazione.

"La vera sfida, dopo il 25 maggio 2018, sarà andare oltre il Gdpr, che rappresenta certo una normativa importante -ha concluso Bolognini- ma già obsolescente in partenza, troppo sulle difensive, ancora molto burocratica e legata a una visione 'fondamentalista' e antica dei diritti delle persone, poco attenta ai loro poteri e alle loro libertà". La nuova Gdpr agisce sulle regole relative alla raccolta e all'utilizzo dei dati personali. La nuova normativa punta a rendere più semplici e moderni alcuni aspetti della gestione dei dati personali, provocando notevoli cambiamenti per utenti e addetti ai lavori.

Quali diritti hanno gli interessati? Il titolare ha il diritto di chiedere informazioni necessarie a identificare l'interessato, e quest'ultimo ha il dovere di fornirle.

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È entrato in vigore il GDPR, General Data Protection Regulation.

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- Diritto all'oblio: se i dati personali vengono utilizzati illecitamente si può fare richiesta di cancellazione. Questo perché nessuno può farlo senza aver ottenuto il nostro via libera.

Difficile dire come sono raccolti i dati, difficile stabilire come vengono trattati, difficile dire cosa succede dietro le quinte. Il consenso o meno non dovrà essere vincolante per l'utilizzo del servizio. La società che conserva i dati degli utenti è tenuta ad ottemperare alla richiesta entro un mese. Non solo: tutto quello che Facebook, WhatsApp, Twitter, Snapchat o Apple ha raccolto di noi dovrà essere accessibile, modificabile, scaricabile, cancellabile e trasferibile altrove.

Bene, sull'utilità pratica (ai fini della sicurezza dei dati) di questa normativa, non sono in grado di esprimermi in modo scientifico. Serve al massimo un consenso esplicito. Ti invitiamo anche a visualizzare la Privacy Policy sul nostro sito web. I Paesi potranno modulare questa soglia, ma senza portarla sotto ai 13 anni di età.

All'atto pratico questo dovrebbe significare che quando non si volesse più ricevere pubblicità di prodotti e servizi che non interessano, semplicemente dovrebbe tornare la tranquillità chiedendo di essere rimossi dalle liste di marketing dell'azienda da cui le si riceve, in pochi passaggi, magari due clic. Il Titolare del trattamento è la persona fisica o giuridica che definisce le finalità e le modalità del trattamento dei dati personali.

Un'altra disposizione del Gdpr che potrebbe mettere a dura prova le società è l'obbligo di notifica dell'avvenuta violazione dei dati. Il consiglio è di leggere sempre con attenzione i termini d'uso e le informative prima di accettarli. Si può finire anche nel penale se c'è un danno di immagine non legato esclusivamente al profitto, come insegna il caso di Tiziana Cantone. La solerzia con cui molti di loro ci informano di quanto stanno facendo per la nostra privacy è determinata quindi dall'esistenza di nuove regole e di pesantissime sanzioni (fino a 20 milioni di euro o - se superiore - fino al 4% del fatturato mondiale totale).

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