Dalle Dolomiti la lucertola più antica del mondo

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Il Megachirella wachtleri, questo il nome del rettile, è passato al vaglio di un team internazionale di paleontologi: allo studio, pubblicato su Nature, hanno partecipato anche esperti del MUSE (il Museo delle Scienze), del Centro Internazionale di Fisica Teorica Abdus Salam (Trieste), dell'Elettra Sincrotrone Trieste e del Centro studi e ricerche Enrico Fermi (Roma).

La loro origine, così come quella dei serpenti, va retrodatata di circa 75 milioni di anni, e dunque risale a circa 250 milioni di anni fa, ed è documentata da un piccolo rettile, chiamatoMegachirella wachtleri, rinvenuto quasi 20 anni fa nelle Dolomiti di Braies e oggi riscoperto grazie a tecniche all'avanguardia nel campo dell'analisi 3D e della ricostruzione delle parentele evolutive.

Il fossile è di una piccola lucertola, Megachirella wachtleri.

Rinvenuto nei primi anni Duemila nelle Dolomiti del Trentino Alto Adige, il fossile era stato interpretato come appartenente a quello di un enigmatico rettile simile a una lucertola.

Per Bernardi, "questo piccolo rettile può essere considerato una sorta di Stele di Rosetta dell'evoluzione degli squamati, il gruppo cui appartengono serpenti e lucertole".

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"L'esemplare è 75 milioni di anni più vecchio rispetto a quanto pensavamo che fossero le più antiche lucertole fossili del mondo intero", ha spiegato Tiago Simões, autore principale e dottorando del Dipartimento di Scienze Biologiche dell'Università dell'Alberta. Per comprenderne meglio l'anatomia, l'esemplare è stato analizzato mediante microtomografia computerizzata a raggi X (microCT) presso il Laboratorio Multidisciplinare dell'Abdus Salam International Centre for Theoretical Physics (ICTP) in collaborazione con Elettra - Sincrotrone Trieste. Questa tecnica, simile alle TAC ma capace di produrre immagini con un dettaglio di gran lunga maggiore, ha consentito di produrre un modello virtuale 3D delle parti esterne e interne dei campioni analizzati e di separare virtualmente il fossile dalla matrice rocciosa, osservandone le diverse componenti. Per Bernardi, "da oggi sarà un punto di riferimento per tutti coloro che studieranno e racconteranno l'evoluzione dei piccoli rettili, una chiave - ha concluso - per la comprensione di una vicenda evolutiva che ha condizionato per sempre la storia della vita sul nostro pianeta". "Appena abbiamo visualizzato i risultati dell'analisi, ci siamo resi conto che eravamo i primi, dopo milioni di anni, a poter osservare la faccia ancora nascosta di Megachirella, ossia quella inglobata nella roccia: una grande emozione" aggiunge Federico Bernardini, ricercatore dell'ICTP e del Centro Fermi.

Svelato il più antico fossile degli squamati (Squamata), il più grande ordine di rettili che attualmente comprende 10mila specie viventi tra lucertole, serpenti e anfisbene, particolari animali con abitudini fossorie e privi di zampe, ad eccezione del genere messicano Bipes. E così il rettile è stato con precisione collocato sull'albero della vita, risultando essere il più antico squamato conosciuto.

Spiega Lucia Mancini, ricercatrice presso Centro di ricerca internazionale Elettra: "Quando i colleghi del Muse hanno portato ad Elettra il fossile di Megachirella ero entusiasta per questa opportunità e al tempo stesso consapevole delle difficoltà tecniche che un'analisi mediante microCT poteva comportare".

La roccia dolomitica che incorpora il fossile.

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