La flat tax per i cittadini? Prima le imprese!

Per quanto riguarda quella familiare, come spiegato in un articolo precedente, si tratta di applicare il 15% di aliquota agli stipendi che vanno dagli 8 mila agli 80 mila euro annui, con un aumento al 20% per quelli che superano quota 80 mila. Rimane comunque curiosa la decisione di cominciare con le imprese invece che con le famiglie, sempre indicate dalla Lega e dal M5S come i soggetti più tartassati. Il primo scaglione comprende i contribuenti con un reddito compreso tra 0 e 15 mila euro l'anno. Nella prima fascia sono ricompresi tutti i lavoratori che percepiscono un reddito non superiore a 1.250 euro.

Il terzo scaglione di reddito è quello compreso tra 28.001 euro e 55.000 euro, per contribuenti con un reddito massimo di 4.583 euro. Per questi contribuenti, l'aliquota Irpef sulla quota eccedente il precedente scaglione e' del 41% e di conseguenza l'onere fiscale più alto sarà pari a 25.420 euro. Oltre i 75.000 euro di reddito, ovvero per il quinto ed ultimo scaglione di reddito, l'aliquota Irpef è pari al 43%.

Il quarto scaglione Irpef coinvolge tutti i contribuenti da 55.001 euro a 75.000 euro, che presentano un reddito mensile non superiore a 6.250 euro.

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"Stiamo lavorando alla riforma fiscale più importante dal dopoguerra ad oggi e dunque servono i giusti tempi per incardinare l'iter normativo e per completare gli step di applicazione del provvedimento". La flat tax è poi tornata come tema politico periodicamente, fino a essere ribadita nell'ultima campagna elettorale come punto programmatico della politica finanziaria del centrodestra. "Poi per le famiglie cominceremo già dal 2019 con dei parametri che andranno a perfezionarsi nel 2020 fino a completarla". Il Sole 24 Ore, inoltre, rimarca che questa Flat Tax a doppia aliquota in realtà porterà vantaggi maggiori alle famiglie con redditi tra i 60 e gli 80mila euro, mentre chi ha redditi medio bassi guadagnerà molto meno da questo "sconto fiscale". "No - risponde Siri - non è corretto in questo modo". "La finalità - si legge nel contratto di governo - è quella di non arrecare alcun svantaggio alle classi a basso reddito, per le quali resta confermato il principio della 'no tax area', nonché in generale di non arrecare alcun trattamento fiscale penalizzante rispetto all'attuale regime fiscale".

Numerosi altri parlamentari del Pd hanno ironizzato sull'annuncio di Bagnai: "Avendo spacciato come reali sogni irrealizzabili, si vendono come da farsi quello che il governo di Matteo Renzi ha già realizzato, posticipando quello che non potranno fare: l'intervento per le famiglie", ha detto il senatore del Pd Mauro Maria Marino.

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