Migranti, la Tunisia convoca l'ambasciatore italiano: "Stupore per le parole di Salvini"

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Salvini contro i migranti "galeotti" E Tunisi convoca l'ambasciatore - Politica

Queste dichiarazioni - si legge nel comunicato - "non riflettono il livello di cooperazione tra i due Paesi nella lotta all'immigrazione clandestina" e "denotano una mancanza di conoscenza dei vari meccanismi di coordinamento stabiliti tra i servizi tunisini e italiani responsabili della lotta contro la migrazione irregolare". E se Matteo Salvini annuncia che non sarà presente alla riunione dei ministri dell'Interno europei di domani, che ha come tema proprio quello dell'immigrazione, a causa del contemporaneo voto di fiducia al governo italiano al Senato, tuttavia dichiara: "Invieremo una nostra delegazione per dire no alle modifiche del trattato di Dublino - spiega -: il documento in discussione, invece di aiutare, penalizzerebbe ulteriormente l'Italia e i paesi del Mediterraneo facendo gli interessi dei paesi del Nord Europa". La pietra dello scandalo sono le parole pronunciate da Salvini domenica, ovvero che la Sicilia non può essere il campo profughi dell'Ue e che "la Tunisia è un paese libero e democratico, ma spesso e volentieri esporta galeotti".

Il timore sottotraccia che serpeggia, in Italia e all'estero, è che quanto fatto finora sul fronte dell'immigrazione dall'ex ministro dell'Interno Marco Minniti venga smantellato.

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Poi, dal palco del Festival dell'Economia di Trento , non ha risparmiato critiche al neonato governo giallo-verde. Per questo sarebbe bene che Trump "durasse poco".


L'ambasciatore italiano a Tunisi, Lorenzo Fanara, dopo l'incontro al ministero degli Esteri tunisino in cui è stato espresso "profondo stupore" per le frasi del ministro degli Interni, Matteo Salvini. "Stiamo già lavorando a prossime visite governative", assicura inoltre l'ambasciatore. Arrivo in punta di piedi per studiare, per ascoltare, per capire. Occorre lavorare sulla riduzione dei costi, perché non è possibile che l'Italia sia il Paese europeo che paga di più coloro che soggiornano qui e fanno domanda di asilo politico. Occorre lavorare sui tempi, perché non è ammissibile che ci si mettono due anni e mezzo dallo sbarco alla chiusura della pratica di asilo politico. "Lo status di rifugiato viene concesso a 6 immigrati su 100, lo dicono le statistiche".

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