"Bruceremo la maglietta di Messi", annullata Israele-Argentina

"Bruceremo la maglietta di Messi", annullata Israele-Argentina

Poi però le minacce hanno oltrepassato i confini mediorientali e sono arrivate fino a Barcellona, dove si sta allenando l'albiceleste. A usare toni violenti, tra l'altro, era stato persino il presidente della federazione calcio palestinese, Jibril Rajoub, che aveva esortato apertamente i suoi connazionali "a dare alle fiamme le divise argentine e le maglie di Lionel Messi". La notizia è stata data dall'ambasciata israeliana in Argentina, che ha citato "minacce e provocazioni" non specificate contro il calciatore argentino Lionel Messi. Maglie, neanche a dirlo, numero 10, quelle del capitano Messi.

I giocatori si sono rivolti all'Afa, la federazione calcistica dell'Argentina esprimendogli tutta la loro preoccupazione per le minacce ricevute e le tensioni nella regione in cui avrebbero dovuto giocare l'amichevole interrompendo gli allenamenti per i mondiali. Di qui la decisione di annullarla. Ma quando si è avuta la conferma ufficiale del match il ministro della cultura e dello sport Miri Regev ha dichiarato che "la capitale di Israele è il posto più adatto per una partita così prestigiosa".

'Flat Tax dal 2020 per le famiglie', è polemica
Secondo Bagnai , c'è "accordo sul fatto di far partire la flat tax sui redditi di impresa a partire dall'anno prossimo ". E poi a partire dal secondo anno si prevede di applicarla alle famiglie ", ha detto il parlamentare.


Husni Abdel Waheben, ambasciatore palestinese a Buenos Aires, ha affermato che, se l'Argentina giocherà la partita prevista per il 9 giugno a Gerusalemme, la squadra sarà complice di Israele per la violazione dei diritti umani e l'occupazione dei territori. La Città Santa è tornata al centro dello scontro fra palestinesi e Israele dopo la decisione di Donald Trump di spostare l'ambascia americana da Tel Aviv. Secondo Rajoub, infatti, Israele ha dato un forte valore politico alla partita, dato che lo stadio di Gerusalemme si trova nel quartiere di Malha dove sorgeva un villaggio palestinese distrutto durante la guerra.

una vergogna che le star del calcio argentino abbiano ceduto alle pressioni degli odiatori di Israele il cui unico obiettivo è quello di danneggiare il diritto di Israele alla sua difesa e di provocare la sua distruzione", dice, su Twitter, il ministro della difesa Avigdor Lieberman. Nel tentativo di ricucire lo strappo (ed evitare lo smacco) ci sono state anche intensi e frenetici contatti tra il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente argentino Mauricio Macri.

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