'Flat Tax dal 2020 per le famiglie', è polemica

La flat tax sui redditi di impresa esiste da qualche decennio - attacca Luigi Marattina (Pd) - Prima si chiamava Irpeg, e ora si chiama Ires, e tassa proporzionalmente i redditi delle società di capitali. Spiega Armando Siri, senatore verde: "Non è vero che dal prossimo anno la Flat Tax entrerà in vigore solo per le imprese, ma ci sarà anche per le famiglie. E poi a partire dal secondo anno si prevede di applicarla alle famiglie", ha detto il parlamentare. E a ridurla - dal 27,5% al 24% - è stato il governo Renzi. Il primo cambiamento riguarderebbe dunque il reddito d'impresa, ma al momento non ci sono dettagli ne su quale sia l'aliquota fissa né su quali sarebbero i costi della manovra (la flat tax in totale dovrebbe costare intorno ai 50 miliardi).

In un'intervista ad Agorà, il leghista Alberto Bagnai ha spiegato in che modo il nuovo governo ha intenzione di introdurre la flat tax, il sistema fiscale che applica la stessa tassazione, in termini di aliquota, a tutti i contribuenti indipendentemente dal loro reddito. Se Conte si spingerà sino a dare delle scadenze, ad esempio su flat tax, immigrazione, pensioni, reddito di cittadinanza, sicuramente farà discutere, nel bene e nel male. "Nel caso il futuro sottosegretario Bagnai si riferisse, invece, agli utili di impresa delle società di persone, anche quella esiste già: si chiama Iri, e l'ha fatta sempre il governo Renzi", ha aggiunto. Secondo Bagnai, c'è "accordo sul fatto di far partire la flat tax sui redditi di impresa a partire dall'anno prossimo". Significherebbe estendere la flat tax a tanti giovani professionisti oggi intrappolati sotto la soglia dei 30mila euro lordi e aiutarli a crescere senza subire salassi fiscali. Come ha fatto notare Il Sole 24 Ore, "se rimanessero immutate la deducibilità dei costi attuali e quella di altre voci ammesse ad agevolazioni, il risparmio d'imposta potrebbe arrivare anche al 37,5%".

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In un articolo di metà maggio, prima quindi di essere nominato ministro dell'Economia, Giovanni Tria consigliava prudenza proponendo un livello di aliquote "che consenta in via transitoria di minimizzare la perdita di gettito". E proprio per le famiglie la prima pietra sarà posata nel 2019, ma con dei parametri che andranno a perfezionarsi solo nel 2020, quando tutto sarà definitivamente sistemato.

Bagnai ha inoltre escluso che la riduzione venga finanziata con un incremento delle imposte indirette: "Per noi il discorso dell'aumento dell'Iva è assolutamente fuori discussione", ha affermato. Cifre lontane dai 30-35 miliardi che auspica Siri, anche se l'emersione di redditi finora sfuggiti al fisco sarebbe in grado di produrre effetti benefici protratti anche negli anni a venire.

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