Finto funerale Marchionne, Cassazione: giusto licenziare operai

Il finto funerale di Marchionne

Marchionne

E uno dei cinque operai della Fca di Pomigliano d'Arco che è stato di fatto licenziato dalla Corte, con l'annullamento del reitengro sul posto di lavoro, si è incatenato davanti alla casa del ministro del Lavoro Luigi Di Maio, a Pomigliano d'Arco (Napoli), e si è cosparso la testa con la benzina versata da una bottiglia. Le Forze dell'Ordine lo hanno bloccato e soccorso trasferendolo in ospedale per il forte bruciore agli occhi.

Finto funerale a Sergio Marchionne: la Cassazione convalida il licenziamento degli operai che hanno inscenato la farsa.

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Dopo il reintegro per due anni gli operai sono stati tenuti fuori dall'azienda, benché a salario pieno: "una vita in vacanza" forzata, appunto, come cantato dai ragazzi della band, che gli operai sono andati a ringraziare. Un'operaia in cassa integrazione si era suicidata un paio di settimana prima, un altro operaio suicida aveva lasciato una lettera in cui riconduceva le ragioni della sua scelta alla precarietà lavorativa. Sergio Marchionne davanti ai cancelli di Pomigliano, nel Napoletano.

Tra i cinque operai licenziati c'è anche Mimmo Mignano, sindacalista e leader di tante battaglie per i lavoratori Fiat cassintegrati di Pomigliano d'Arco. Le principali sigle sindacali si erano dissociate. Secondo la Cassazione, però, neppure la satira "può esorbitare la continenza" con l'attribuzione di qualità "disonorevoli", "riferimenti volgari" e "infamanti". Ora la Suprema Corte, decidendo nel merito, ha accolto il ricorso dell'azienda e detto sì ai licenziamenti ritenendo "travalicati i limiti della dialettica sindacale".

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