Pos, niente multe per chi non lo accetta

Pos, niente multe per chi non lo accetta

Pos, niente multe per chi non lo accetta

Il Consiglio di Stato, dunque, nel suo parere, chiesto dal Ministero dello sviluppo economico ha bocciato lo schema di decreto del Mise, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, in cui sono previste sanzioni amministrative pecuniarie fino a 30 euro per i commercianti e professionisti che non accetta pagamenti con carte di credito, di debito e prepagate. In realtà la sanzione sarebbe dovuta entrare in vigore dal 1° febbraio 2016 proprio per effetto del decreto attuativo previsto dalla legge di Stabilità 2016 (legge 208/2015) che contestualmente aveva ridotto a 5 euro l'importo da cui accettare i pagamenti tracciabili.

Dal Consiglio di Stato arriva il parere negativo - n. 1446/2018 del 1 giugno 2018, Adunanza di Sezione del 24 maggio 2018 - sullo schema di Regolamento sulla definizione delle modalità, dei termini e degli importi delle sanzioni amministrative pecuniarie conseguenti alla mancata accettazione dei pagamenti mediante carte di debito e carte di credito. Una soluzione troppo creativa per i giudici amministrativi che, quindi, hanno deciso di bocciare il testo.Rimandando la palla, a questo punto, nel campo del nuovo Esecutivo, che dovrà decidere se e come intervenire.

Pertanto non ci saranno sanzioni per esercenti, professionisti e negozianti che non accettano i pagamenti elettronici, ossia con bancomat o carta di credito.

L'assetto attuale, pur prevedendo l'obbligo per chi vende prodotti o presta servizi di possedere strumenti in grado di consentire il pagamento tramite carte, non prevede alcuna sanzione in caso di mancata installazione del Pos o di mancata accettazione del pagamento. L'obbligo del Pos era stato introdotto dal decreto Crescita del governo Monti del 2012, senza definire la multa. Addirittura rispetto all'Olanda (13.993) le "strisciate" di carte e bancomat nel nostro Paese sono un decimo. In pratica, i Pos ci sono ma sono poco utilizzati.

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In assenza di riferimenti normativi, l'aver cercato riferimenti nel codice di procedura penale, è "uno sforzo certamente apprezzabile nell'ottica di dare attuazione ad una delega finalizzata ad introdurre le auspicate misure di contrasto a comportamenti evasivi ampiamente diffusi ma certamente non condivisibile sul versante strettamente giuridico", afferma il Consiglio di Stato.

L'obbligo in questione è attivo già da qualche tempo, e prevede che i clienti siano agevolati nel pagare con carte elettroniche fino alla cifra di 5 euro.

Il legislatore avrebbe voluto estendere questa sanzione anche alla moneta di plastica.

"L'obiettivo di una efficace lotta al riciclaggio, all'evasione e all'elusione fiscale - da incentivare attraverso la completa perimetrazione del quadro giuridico di riferimento, anche mediante la sua omogeneizzazione - deve, però, necessariamente essere conseguito con l'adozione di provvedimenti rispettosi, sotto l'aspetto formale e sostanziale, dei principi fondamentali dell'ordinamento giuridico", spiega nel parere il Consiglio di Stato. 179/2012 "non sia rispettoso del principio costituzionale della riserva di legge in quanto carente di qualsiasi criterio direttivo, sostanziale e procedurale", e che "anche la individuazione per analogia di una sanzione - nel caso specifico quella prevista dall'art".

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