Le puntate precedenti e il futuro dello scontro Italia-Francia

Migranti, scontro tra Italia e Francia. Conte: «Senza scuse di Macron non parto». Tria...

Le puntate precedenti e il futuro dello scontro Italia-Francia

Il primo detta le condizioni per la tregua dopo l'informativa sul caso Aquarius in Senato. Legandolo al bilaterale: "Senza scuse ufficiali Conte fa bene a non andare a Parigi", ha avvertito in mattinata.

Considero che la linea del governo italiano sia vomitevole.

Macron avrebbe potuto proseguire dichiarando che il rifiuto di lasciar attraccare l'Aquarius in Italia va considerato come un appello alla solidarietà europea e che la Francia vuole ascoltare questo appello e aprirà i suoi porti all'Aquarius in ragione di un'urgenza che tutti riconoscono. "E' quello che stiamo facendo", ha assicurato Masset. Però nel caso di Salvini, la poltrona 'presa' al capo del governo calza a pennello con la strategia - finora andata a segno - di determinare connotati, approcci e sorti di questo esecutivo. Le reazioni dei nostri politici non si sono fatte attendere, tutte centrate sull'incoerenza della Francia, nota per aver sigillato le sue frontiere ai migranti.

Parole dure quelle delle autorità francesi, che non sono piaciute a molti in Italia. "Non dimentichiamo chi ha interloquito con noi, li conosciamo bene".

Parla anche Guido Crosetto, dirigente del partito della Meloni, recentemente dimessosi dal Parlamento: "Alcuni possono anche pensare di poter dare lezioni di civiltà o accoglienza all'Italia, ma non certamente Macron, non sicuramente la Francia". Usa le debolezze dell'Europa per farsi una patente di leader moderato, punto di riferimento di una parte del vecchio establishment che vorrebbe truccarsi un po' per restare in piedi uguale a se stesso.

È uscito il trailer del nuovo "Dumbo" diretto da Tim Burton
La sceneggiatura è firmata da Ehren Kruger , mentre tra i produttori figurano Justin Springer e Nigel Gostelow . Vandevere (Keaton) e una trapezista, Colette Marchant (Green), decidono di trasformare il piccolo in una star.


Ecco: è con questa materia politica che l'Ue si ritrova ad avere a che fare oggi. A partire da Angela Merkel, che sta cercando di mediare e proporre una soluzione unitaria europea anche per arginare il suo ministro-avversario Seehofer, pronto a lanciare "un asse dei volenterosi" con Salvini e il cancelliere austriaco Kurz per chiudere i confini. In aula fa un comizio a uso e consumo delle sue dirette Facebook.

Sul fronte diplomatico, prima di arrivare alla decisione sul vertice, l'Italia aveva già giocato alcune carte: il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, aveva rinviato l'incontro a Parigi con il suo omologo, mentre il ministro degli Esteri Moavero aveva convocato alla Farnesina l'ambasciatore francese chiedendo "iniziative idonee a sanare la situazione" (leggi le scuse), evocando altrimenti il rischio di "compromettere" le relazioni tra i due paesi.

E ancora:"I francesi fanno i fenomeni ma hanno respinto più di diecimila persone alle frontiere con l'Italia, tra cui moltissime donne e bambini". "Si era impegnata ad accogliere 9.816 profughi, ne ha accolti 640".

Poi scende in campo l'ungherese Viktor Orban - alleato-ossimoro con interessi opposti a quelli italiani - che esulta ("finalmente!"), parlando di "un grande momento che potrebbe davvero portare cambiamenti nella politica europea sulle migrazioni".

Ma il presidente francese fa finta di non sentire su questo.

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