Università, a Torino l'80% dei laureati lavora dopo un anno

Università, l'Italia in controtendenza rispetto all'Europa: cala lo stipendio dei laureati

Indagine Almalaurea: crescono gli occupati tra gli ex allievi dell'Università di Pisa

L'indagine del consorzio comprende anche l'analisi delle performance formative dei laureati.

Secondo il Rapporto AlmaLaurea sul profilo dei laureati 2018 cresce anche la quota di coloro che hanno trascorso un periodo di studio all'estero. La quota di stranieri è pari all'11,1%, mentre il 44,3% proviene da fuori regione. Possiede un diploma di tipo liceale il 73% dei laureati, un diploma tecnico il 14,1%. Residuale la quota dei laureati con diploma professionale. Un dato su cui incide il ritardo nell'iscrizione al percorso universitario: non tutti i diplomati, infatti, si immatricolano subito dopo aver ottenuto il titolo di scuola secondaria superiore. Il voto medio di laurea all'Insubria è 100,9, a livello nazionale il voto medio è 102,7; in particolare, 99 per i laureati di primo livello e 107,6 per i magistrali biennali.

Il 57,9 per cento dei laureati 2017 ha compiuto un'esperienza di tirocinio curricolare o ha effettuato uno stage riconosciuto dal corso di studi. Il 75,8% dei laureati sceglierebbe nuovamente lo stesso corso e lo stesso Ateneo. I dati appena riportati, visti in comparazione con le caratteristiche del mercato del lavoro locale, indicano chiaramente che investire in un corso di studi universitari fornisce un vantaggio competitivo, consentendo ai laureati di trovare più facilmente una collocazione nel mercato del lavoro. Dall'Ateneo senese escono laureati con un profilo sempre più internazionale e complessivamente soddisfatti dell'esperienza universitaria. Non per quanto riguarda i laureati dell'università di Camerino. L'indagine ha coinvolto 4.578 laureati triennali del 2016 contattati a un anno dal titolo.

Il percorso formativo si articola su un primo anno comune, mentre il secondo anno è articolato sui due curricula Valorizzazione dei territori e Turismi sostenibili, a scelta dello studente (le materie in fondo all'articolo). Nell'ultimo quadriennio le retribuzioni reali percepite dai laureati a un anno risultano in crescita: +9,7 per cento per i laureati di primo livello. Sono il 45,1% gli occupati che considerano il titolo molto efficace o efficace per il lavoro che svolgono. Quello di disoccupazione (calcolato sulle forze di lavoro, cioè su coloro che sono già inseriti o intenzionati a inserirsi nel mercato del lavoro) è pari al 10,7%.

Tesla taglia del 9% i posti di lavoro alla ricerca del profitto
La Tesla Roadster con il pacchetto SpaceX ospiterà 10 piccoli razzi al posto dei sedili posteriori . I cosiddetti COPV: composite overwrapped pressure vessel .


Il 26% ha un contratto da dipendente a tempo indeterminato, mentre il 27,5% un lavoro non standard (in particolare da dipendente a tempo determinato). Il 19,3% svolge un'attività autonoma. Il lavoro part-time coinvolge il 31,6% degli occupati. Ma quanti fanno quello per cui hanno studiato? Si è presa in esame l'efficacia del titolo, che combina la richiesta della laurea per l'esercizio del lavoro svolto e l'utilizzo, nel lavoro, delle competenze apprese all'università. Sono il 48,9% gli occupati che considerano il titolo molto efficace o efficace per il lavoro che svolgono. Più nel dettaglio, il 61,0% dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite all'università.

I laureati magistrali biennali del 2016 contattati dopo un anno dal titolo sono 289, quelli del 2012 contattati a cinque anni sono 261. Il tasso di disoccupazione, calcolato sulle forze di lavoro, è pari al 28,3%.

Tra gli occupati, il 25,9% prosegue il lavoro iniziato prima della laurea, il 16,1% ha invece cambiato lavoro; il 58,0% ha iniziato a lavorare solo dopo il conseguimento del titolo. Il 38,8% ha iniziato a lavorare solo dopo il conseguimento del titolo. Il 6,4% svolge un'attività autonoma (come libero professionista, lavoratore in proprio, imprenditore). Il lavoro part-time coinvolge il 20,1% degli occupati. Il 52,1% degli occupati ritiene la laurea conseguita molto efficace o efficace per il lavoro che sta svolgendo; il 46,6% dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite all'università. Il tasso di disoccupazione, per contro, è del 16,1% tra chi ha conseguito la laurea da un anno, e del 5,5% a tre e cinque anni dal titolo. Svolge un lavoro autonomo il 13,8%. Lo stipendio medio netto è 1.276 euro al mese. Ne è ulteriore testimonianza anche il fatto che il 60% dei laureati intervistati ritiene che il corso di studi seguito sia stato efficace per affrontare le sfide poste dal mondo del lavoro.

Ma dove vanno a lavorare? L'82,9% dei laureati è inserito nel settore privato, mentre il 13,9% nel pubblico. La restante quota lavora nel non-profit (3,6%). L'ambito dei servizi assorbe il 72,8%, mentre l'industria accoglie il 21,9% degli occupati.

Latest News