Da gennaio finisce il sostegno della BCE ai titoli di Stato

Bce oggi decisioni politica monetaria,attesa mercati su uscita Qe

Da gennaio finisce il sostegno della BCE ai titoli di Stato

Si tratta di uno strumento finanziario che permette l'acquisto dei titoli dei vari Stati dell'Unione da parte della Bce, un'agevolazione, appunto, che garantisce a quei Paesi la possibilità di finanziare il debito pubblico.

La decisione, ha spiegato il governatore Mario Draghi nella consueta conferenza stampa, è arrivata dopo "un'attenta valutazione dei progressi fatti" la cui conclusione è che l'aggiustamento dell'inflazione verso l'obiettivo è "sostanziale".

La Federal Reserve alzi i tassi fino al 2%.

Allo stesso tempo la Bce continuerà a reinvestire il capitale dei bond acquistati che giungono a scadenza "a lungo dopo la fine degli acquisti netti, e in ogni caso per tutto il tempo necessario per mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di accomodamento monetario". Chi ha sottoscritto un mutuo a tasso fisso non ha nulla da temere dalla fine del Qe perché l'importo della rata e il tasso sono "inchiodati" per tutta la durata del contratto.

Addio alle cannucce in plastica nei McDonald's d'oltremanica
Ad aprile il premier Theresa May aveva annunciato la messa al bando di cannucce e cotton fioc di plastica . La carta delle nuove cannucce proverrà da foreste certificate per lo sfruttamento sostenibile.


Sui mercati azionari globali, la propensione globale al rischio sostenuta (indice di volatilità implicita VIX sull'SP500 in area 12% "a pronti" e 13% "a termine") ha favorito un bilancio settimanale positivo (alle chiusure di venerdì 8, indici Morgan Stanley in euro) per i listini di Usa (+0,75%) e Giappone (+1,25%), ma non per quelli di Eurozona (-0,13%) e Italia (-3,63%), ancora alle prese con le citate questioni politiche interne, mentre sulla performance settimanale non positiva dell'area Emergenti (-0,53%) hanno pesato le attese di rialzo dei tassi Fed e le tensioni legate alle possibili ulteriori evoluzioni negative del commercio mondiale ("guerra dei dazi"), dopo un G7 particolarmente nervoso e deludente.

La forward guidance è stata cambiata all'unanimità dal Consiglio, ha affermato Draghi, aggiungendo che nella riunione odierna non si è discusso di quando alzare i tassi.

"L'euro è irreversibile perché è forte, perché la gente lo vuole e perché non porterebbe benefici a nessuno metterne in discussione l'esistenza". Ma fissato questo paletto, Draghi ha invitato a "non drammatizzare" il cambiamento politico inevitabile essendo l'euro la valuta di 19 democrazie, ridimensionando anche lo scossone visto sui mercati durante le difficili consultazioni di fine maggio: la crisi politica italiana "non ha comportato nessun contagio" né ha riportato in auge il 'redenomination risk´ degli anni della grande crisi. E' importante - ha osservato inoltre -"non drammatizzare" gli eventi politici e le scelte politiche dei singoli Paesi.

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