Trump annuncia dazi per 50 miliardi. Pechino: "Pronte contromisure immediate"

La veduta della Torre Spasskaya del Cremlino di Mosca e del cattedrale di San Basilio a Mosca

Russia quasi dimezzati investimenti in titoli di stato USA Sputnik. Vladimir Astapkovich

Esattamente lo stesso impatto delle misure varate dal presidente degli Usa Donald Trump verso il made in Cina.

Pechino ha reagito ai nuovi dazi annunciati dagli Stati Uniti su prodotti cinesi decidendo di imporre a sua volta una tariffa aggiuntiva del 25% su 659 prodotti a stelle e strisce, per un valore totale di 50 miliardi di dollari. Avrà un valore di 34 miliardi. Pensando, forse, al suo elettorato ha ritenuto di escludere dalla lista i televisori. In altri termini, se la Cina si vendicasse, come si è già impegnata a fare, gli Stati Uniti imporranno ancora più tariffe, ha avvertito Trump, che ha poi spiegato così la scelta: “Gli Stati Uniti non possono più tollerare le pratiche economiche sleali”.

Dopo la storica distensione tra l'America di Trump e la Corea del Nord, a infiammarsi ora è l'asse con la Cina, primo avversario degli statunitensi per quanto riguarda l'aspetto commerciale.

Ma non é tutto, le tariffe ed i dazi saranno evidenziati soprattutto su quei prodotti, per esempio tecnologici, su cui la Cina sta puntando a diventare un leader mondiale.

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Semplicemente, stiamo conquistando un ruolo centrale che negli ultimi anni non abbiamo mai avuto ...", ripete al Corriere .


I dazi da 50 miliardi di dollari voluti da Trump sulle merci cinesi ad alto contenuto tecnologico sono stati pensati per "iniziare a riequilibrare un deficit di 375 miliardi". Inoltre, i mercati hanno appena completato un rally di 10 giorni, quindi gli utili non sarebbero stati una sorpresa.

Il tempo ci dirà se questo mercato diverrà da rialzista a ribassista perché più a lungo l'incertezza permane, più nervosi diventeranno gli investitori.

Stati Uniti e Cina sono impegnati da mesi in una grave disputa commerciale, nonostante i negoziati intrapresi dai governi dei due paesi a partire dal mese di aprile. All'atto pratico, forse è stato partorito un topolino, ma - considerati i rapporti intercorrenti e il noto egocentrismo di entrambi i protagonisti - è certamente un inizio migliore di quel che si potesse prevedere. Ma proprio dal mondo tech a stelle e strisce arrivano forti dubbi sugli effetti benefici di una guerra commerciale, che potrebbe portare problemi anche ai produttori che realizzano i propri prodotti negli Stati Uniti.

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