Consiglio Superiore Sanità: 'Non esclusa pericolosità cannabis light, no a libera vendita'

Denis Balibouse  Reuters

Denis Balibouse Reuters

Proprio quei prodotti che sarebbero ora messi in discussione dal Consiglio superiore della Sanità e per i quali la neoministra Grillo potrebbe vietarne la vendita.

"Stretta" sui canapa shop" in pieno boom: "il Consiglio superiore della sanità (Css) in un parere richiesto dal ministero della Salute sul tema, in riferimento ai "prodotti contenenti o costituiti da infiorescenze di canapa" ha ritenuto che "non può essere esclusa la pericolosità". La raccomandazione del Css, in possesso dell'AdnKronos Salute, è "che siano attivate, nell'interesse della salute individuale e pubblica e in applicazione del principio di precauzione, misure atte a non consentire la libera vendita dei suddetti prodotti".

Questi principi, infatti, se inalati o assunti con le infiorescenze di cannabis nativa potrebbero accumularsi in alcuni tessuti - compreso il cervello - ben oltre "le concentrazioni plasmatiche misurabili".

Im Ministero si era rivolto anche all'Avvocatura di Stato che non si è ancora pronunciata.

Come cambia la mia pensione con le novità di cui si parla?
Le prossime settimane dovranno stabilire tempi e modalità sulla riforma delle pensioni , in particolare su Quota 100 e Quota 41 . Occorre ricordare che il reddito da prendere in esame per questi calcoli riguarda solo il pensionato e non il nucleo familiare .


"Seguo con grande attenzione la questione della commercializzazione della cosiddetta cannabis light". Il precedente ministro della Salute - rileva Grillo in una nota - il 19 febbraio scorso ha chiesto un parere interno al Consiglio superiore di sanità sulla eventuale pericolosità per la salute di questa sostanza.

La canapa è sempre stata presente in molte parti del mondo; infatti, esistono varie specie (o varietà) di canapa, che hanno sviluppato caratteristiche specifiche sulla base dell'ambiente 13 in cui si sono sviluppate: Cannabis sativa è pianta imponente, tipica dei Paesi caldi; Cannabis indica è bassa e cespugliosa, tipica di climi rigidi di montagna; Cannabis ruderalis resiste al rigido inverno russo e non regola la fioritura in modo stagionale, in base alle ore di sole (autofiorente).

Il Consiglio superiore di Sanità ha quindi la facoltà di esprimere pareri ma non di deliberare e tali pareri non devono essere necessariamente osservati dall'organo che li ha richiesti, in questo caso il ministro.

In merito al secondo quesito il Css ritiene che "tra le finalità della coltivazione della canapa industriale, prevista dalla legge 242/2016 non è inclusa la produzione delle infiorescenze né la libera vendita al pubblico; pertanto la vendita dei prodotti contenenti o costituiti da infiorescenze di canapa, in cui viene indicata in etichetta la presenza di cannabis o cannabis light o cannabis leggera, in forza del parere espresso sulla loro pericolosità, qualunque ne sia il contenuto di Thc, pone certamente motivo di preoccupazione". In Italia oltre 4mila ettari coltivati, circa 2mila piccoli produttori e un giro d'affari potenziale da 40 milioni di euro.

Latest News