Saviano al contrattacco di Salvini: "E' il ministro della malavita"

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Saviano al contrattacco di Salvini: "E' il ministro della malavita"

Il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha dichiarato, lunedì 18 giugno, di aver intenzione di censire le persone di etnia rom che vivono sul territorio italiano. La sinistra difende lo scrittore e accusa Salvini di "ritorsione" per le critiche sul tema immigrazione. Non a caso anche il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli rialza i toni sulla Tav, annunciando che intende "ridiscutere integralmente", l'accordo con la Francia. "Verificheremo tutti i servizi di vigilanza, sono quasi 600 e occupano circa duemila uomini delle forze dell'ordine", ha proseguito. "Gli mando un bacione", ha detto il ministro dell'Interno Matteo Salvini ad Agorà su Rai Tre.

La replica di Saviano arriva a stretto giro con un video postato dallo scrittore su Facebook: "E secondo te, Salvini, io sono felice di vivere così da 11 anni?" Da più di undici anni. Ho la scorta da quando ho 26 anni, ma pensi di minacciarmi, di intimidirmi? "Nonostante sia venuto a Torino varie volte in questi anni - ha detto Ricca in Sala Rossa - non si è mai presentato a ricevere il riconoscimento e non ha neppure mai espresso la volontà di venire nel capoluogo piemontese a ritirarlo".

Ma la reazione più dura arriva nel pomeriggio dallo stesso Saviano che definisce Salvini "ministro della malavita", citando Salvemini. Per dirla chiaramente, anche una parte dell'opinione pubblica non ha mai creduto che fosse minacciato.

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"Vivere sotto scorta - scrive poi l'autore nel testo a supporto del suo video - è una tragedia e l'Italia è il Paese occidentale con più giornalisti sotto scorta perché ha le organizzazioni criminali più potenti e pericolose del mondo".

Intanto, al fianco di Saviano si schiera il Partito Democratico: il capogruppo alla camera, Graziano Delrio, si dice pronto a rinunciare alla sua di scorta, pur di lasciarla allo scrittore. La mafia reagisce minacciando. Che, in fondo, chissenefrega di Saviano se allo Stato non importa un gran che della sua situazione di pericolo e dei rischi che corre, perché in fondo è solo un rompiscatole, arci-nemico del sovranismo di governo. I Verdi chiedono a Salvini di dimettersi, il radicale Roberto Magi lo vede "inadatto a fare il ministro". Con Saviano, tra gli altri, anche Federica Angeli, reporter sotto scorta, il sindacato giornalisti Fnsi e il figlio di Daphne Caruana Galizia, cronista maltese uccisa, che parla di "minaccia di morte" e ricorda che alla madre fu negata la protezione.

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