Mondiali, la Svizzera stende la Serbia: 1-2 targato Xhaka-Shaqiri

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È caos dopo le due reti che hanno permesso alla Svizzera di rimontare lo svantaggio e di vincere contro la Serbia.

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Un progetto questo che la Serbia denuncia regolarmente con riferimento alla presunta volontà di tutte le popolazioni di etnia albanese della regione balcanica di creare un unico grande stato, la Grande Albania appunto. E con una rimonta firmata da Xhaka e Shaqiri (gol decisivo al 91') si avvicina di molto agli ottavi. "Non penso che dobbiamo parlarne adesso". Lo dice, dai microfoni di Mediaset, il capitano della Svizzera Stefan Lichsteiner parlando dei gesti di esultanza dei due compagni, di origini kosovare, che hanno schernito i tifosi avversari. I fratelli Xhaka si sono affrontati due anni fa a Lens in una partita di Euro 2016, alla quale la loro madre, la signora Elmaze, ha assistito indossando sugli spalti una t-shirt con metà bandiera dell'Albania e metà bandiera della Svizzera.

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Oltre a loro nella squadra rossocrociata c'è un terzo calciatore originario del Kosovo, il centrocampista dell'Udinese Valon Behrami, mentre l'attaccante Mario Gavranovic ha origini bosniache e croate, così come lo stesso Ct Vladimir Petkovic. L'arbitro, sostiene la Federcalcio serba, non solo ha fischiato un fallo in attacco ai danni di Mitrovic ma non ha ritenuto di visionare il Var, come fatto in altri incontri dove la verifica video si è rivelata determinante.

Quando le scarpe da gioco di un calciatore diventano uno dei punti più importanti di discussione pre-partita, sembrerebbe che gli spunti d'interesse della vigilia di una partita siano davvero scarsi: ma non è questo il caso.

Ora però la FIFA, che vieta commistioni fra calcio e politica, potrebbe prendere provvedimenti disciplinari nei confronti di Xhaka e Shaqiri: una squalifica rischierebbe di compromettere il cammino della Svizzera ai Mondiali 2018.

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