Migranti, ecco cosa prevede l'accordo di Bruxelles

Il vertice del Consiglio europeo sulle migrazioni si è concluso a tarda notte e il premier Giuseppe Conte, nell'annunciare il buon esito dell'incontro, ha voluto ringraziare i giornalisti presenti.

Il principio di fondo che ha trovato accordo unanime è che in buona sostanza si dovrà distribuire sul territorio comunitario gli sbarchi di migranti, su base volontaria e non sarà onere solo del paese di primo arrivo, il più delle volte l'Italia. Ma il problema principale è che non c'è coerenza all'interno degli stessi paesi dell'UE, che hanno un approccio diverso nel risolvere la situazione. ridistribuire gli immigrati per tutta l'Unione Europea non ha funzionato, e quei paesi, a cominciare dalla Germania in primo luogo, dove si accumulano in gran numero, semplicemente non sono più in grado di "digerirli".

E bene però sapere da subito cosa sibilavano in molti "sherpa" nei corridoi del vertice stanotte, soprattutto francesi e tedeschi (ma anche molti dei Paesi del nord Europa). Conte ha illustrato "i punti più salienti del testo" delle conclusioni.

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Mirabelli non vuole quindi puntare su un prestito, ma cercare di prendere Halilovic a titolo definitivo. Oggi è di proprietà dell'Amburgo che l'anno scorso l'ha spedito a Las Palmas a farsi le ossa.


La regolazione e la gestione dei flussi migratori saranno gestite, come richiesto dall'Italia, con approccio più integrato anche in relazione al controllo delle frontiere. Una postilla, questa, a tutela della Germania che costituisce la meta principale della maggior parte di coloro che sbarcano in Italia. "Tutte le navi che operano nel Mediterraneo devono rispettare le leggi applicabili e non ostacolare le operazioni della Guardia costiera libica".

"Si è finalmente affermato il principio del rifinanziamento del fondo fiduciario per l'Africa - ha sottolineato il presidente del Consiglio - che ci torna particolarmente utile per le rotte dei migranti nordafricani" e viene anche chiesto che vengano "intensificati i rapporti e gli accordi con i paesi di origine e transito dei migranti". Ma per il momento appare improbabile che l'Italia si farà carico di questa responsabilità. Quindi aprirà i centri in Italia? "E' una decisione che prenderemo a livello governativo, in modo collegiale - ha risposto infine - direi che non siamo assolutamente invitati a farlo".

"Non possiamo assumerci la responsabilità per l'afflusso di migranti irregolari sulle sponde meridionali dell'Europa ma concordiamo sulla responsabilità per ciò che riguarda i cittadini tunisini", ha spiegato Jhinauoi. Il Consiglio "accoglie con favore l'intenzione della Commissione di presentare proposte legislative per una politica europea di rimpatrio efficace e coerente. Cinque direttive sono in corso di trattazione e altre due (inclusa la riforma del sistema di asilo detto di Dublino, ndr) che vanno decise nei tempi più brevi possibili". "Questo lavoro - ha proseguito - ha permesso da una parte di avere la cooperazione e dall'altra parte di introdurre delle idee nuove: la Francia voleva proporne qualcuna e sono state seguite". Voleva anche che fosse trovata una soluzione d'insieme, non su questo o quel punto delle migrazioni. "Non siamo uniti là: dobbiamo riuscire a far fronte a questa sfida restando fedeli ai nostri valori, proteggendo i nostri popoli e la coesione nazionale". Come ci ha diligentemente insegnato Giorgia Meloni solo un paio di settimane fa con tanto di video pubblicato sulla propria pagina Facebook (Giorgia Meloni: differenza tra migranti e rifugiati [VIDEO]), lo status di rifugiato è riferibile solo ad una bassissima percentuale dei migranti che sbarcano sulle coste italiane.

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