Grillo: "Politici non servono, in Parlamento tirando a sorte"

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Grillo: "Politici non servono, in Parlamento tirando a sorte"

Grillo potrebbe anche rispondere che sono stati scelti "a caso" dalle parlamentarie del Movimento.

Il comico è tornato sul delicato tema del bicameralismo e ha proposto un Senato composto non da cittadini eletti ma estratti a sorte. Io un'idea ce l'ho, il suo nome tecnico è 'sortition'. "Il nome comune è selezione casuale". L'intuizione è di un certo Brett Hennig. L'idea e' molto semplice: "selezioniamo le persone a sorte e le mettiamo in parlamento". "Sembra assurdo - riflette - ma pensateci un attimo". Questo il messaggio lanciato dal vate pentastellato attraverso il suo blog, un'idea accolta con un'ovazione da parte dell'elettorato grillino. "I punti chiave del Regolamento sono il taglio delle indennità e dell'assegno di fine mandato, il rinnovato impegno a superare il privilegio dei vitalizi, sostituendolo con una pensione calcolata come per qualsiasi lavoratore, la rinuncia a qualsiasi doppie indennità o rimborsi per altre cariche istituzionali ricoperte e, infine, la trasparente e regolare rendicontazione delle indennità, dei rimborsi e delle spese sostenute per l'organizzazione di eventi M5S e delle spese di mandato per collaboratori, consulenze, altri eventi e convegni". "Anche Aristotele - sottolinea -, nella sua Retorica, definisce la democrazia stessa come la forma in cui si estraggono a sorte i rappresentanti".

In realtà, l'elezione per sorteggio è molto simile a quello che fa il Movimento 5 Stelle dal 2012. "Sapevano che i politici di carriera erano una cosa da evitare".

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Ringrazio il sindaco e tutti gli assessori per la targa, mi piace stare in mezzo alla storia di Torre Annunziata. Io rimango sereno, mi godo questi ultimi giorni di vacanza e non vedo l'ora di ricominciare ".


"La riscoperta della legittimità della selezione casuale in politica è diventata - continua Grillo - così comune negli ultimi tempi, che ci sono semplicemente troppi esempi di cui parlare". Per quanto mi riguarda, è Si. Il 50 per cento sarebbero donne. Molti sarebbero giovani, alcuni vecchi, altri ricchi, ma la maggior parte di loro sarebbero gente comune. "Proprio in questi anni si sta sperimentando la selezione naturale". Quindi illustra la sua soluzione: "Per risolvere questo paradosso possiamo rinunciare alla democrazia". Possiamo tenere giurie politiche e assemblee di cittadini, come sta facendo la New Democracy Foundation in Australia, o come sta facendo il Jefferson Center negli Stati Uniti e come sta facendo il governo irlandese in questo momento o come la Fondazione Sortition sta facendo nel Regno Unito. Ma con un azzardo ancora: "Il primo passo sarebbe una seconda camera nel nostro parlamento (...) un senato dei cittadini, se volete".

Una boutade? "C'è - puntualizza Grillo - una campagna per un senato popolare in Francia e un'altra campagna in Scozia". Se rispondiamo come ci hanno insegnato, cioè che va tutto bene, allora c'è un enorme paradosso, una palese contraddizione. "La prima è se vivere in democrazia sia una buona cosa, la seconda è se le nostre democrazie stanno funzionando bene". Sarebbe come un cavallo di Troia nel cuore del governo.

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