Migranti, cosa prevede l’accordo UE del 29 giugno 2018

Migranti, cosa prevede l’accordo UE del 29 giugno 2018

Migranti, cosa prevede l’accordo UE del 29 giugno 2018

Nel contesto del prossimo quadro finanziario pluriennale, il Consiglio europeo sottolinea la necessità di strumenti finanziari flessibili, che permettano un facile utilizzo, per combattere l'immigrazione clandestina. Oggi quella migratoria, ieri quella economica e domani chissà quale altra. "Non riprenderemo alcun migrante che dovesse essere stato registrato da noi e poi andato in Germania", avverte il presidente del Consiglio, insistendo sul fatto di non aver promesso niente alla cancelliera.

"Anche la scelta di Malta di chiudere i porti alle Ong conferma che ci stiamo avviando verso una fase in cui i diritti e le convenzioni internazionali sembrano contare poco o nulla".

Questo lavoro d'intendenza va citato perché il nostro Paese ha ottime figure di punta, ma un fragile corpo che l'accompagna. Per capirsi, meno dell'8% delle richieste di asilo giunte in Italia. Sui rimpatri la Commissione studierà una proposta operativa. Anche questo schema prevedeva dei ricollocamenti automatici, "ma solo una volta superata una certa soglia di sostenibilità nazionale".

Ma d'operativo e concreto c'è poco.

Ma le speranze sono ridotte al lumicino, dopo l'esito inconcludente del pre-vertice di domenica. Lo si apprende da fonti italiane. Un'intesa unanime è stata raggiunta anche sul delicato dossier migranti. Inoltre, secondo il diritto internazionale, chi viene salvato in acque italiane non potrebbe essere in nessun caso diretto negli hotspot esterni qualora, come molto probabile, in cui chieda asilo.

Formula 1, Hamilton in testa nelle prove in Austria. Vettel è quarto
Tutti i tempi e la cronaca in diretta delle qualifiche e della gara . Decisamente non la situazione ideale, nel weekend del GP di casa.


Ora occorrerà verificare se tali promesse diventeranno realtà.

La questione non si porrebbe fermando i movimenti migratori all'origine, riducendo le partenze sul modello dell'accordo tra Ue e Turchia del 2016, che ha permesso la chiusura della rotta balcanica, e su quello del memorandum of understandingitalo-libico che risale invece al Luglio 2017 e che ha permesso una riduzione del 77% degli sbarchi. In merito a questo punto, sono già partite le mitragliate francesi, con Macron che ha puntualizzato: i centri vanno "fatti nei paesi di primo ingresso". Se da un lato un calo delle partenze sarebbe positivo per l'Italia, dall'altro eventuali accordi fornirebbero potenti armi di ricatto ad alcuni attori (vedi milizie libiche), per ottenere qualcosa dall'Italia. I trattati, spiegano i ricercatori Ispi, "prevedono che le persone salvate siano condotte in un luogo sicuro, in un tempo ragionevole, ma non specificano quali siano questi luoghi sicuri".

Un'informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento. I 28 hanno deciso di creare in giro per il Mediterraneo delle Ellis Islands, ossia dei luoghi dove i migranti potranno sbarcare e dove verranno presi in consegna, piattaforme regionali di sbarco che verranno gestite in collaborazione con l'Alto commissariato dell'ONU per i rifugiati. L'accordo di Dublino, criticato dall'Italia, resta in vigore. Oggi capiremo se davvero l'Europa vuole gestire in modo solidale le migrazioni. Questi movimenti nell'Ue rischiano di compromettere l'integrità del sistema europeo comune di asilo e di Schengen. È ora che il Governo, nella sua collegialità, presenti un piano completo per la gestione del fenomeno dell'immigrazione e lo discuta in Parlamento, prendendo dall'Europa quello che l'Europa ci può dare ma non correndo appresso a quello che non può fare, e magari cercando l'appoggio logistico e anche operativo della NATO in Mediterraneo per la guerra agli scafisti. Sicuramente positivo è stato il segnale unitario dell'Ue. Tradotto: strumenti per operare distinzioni tra i singoli casi di migrazione già al di fuori dell'Europa.

Per Jana Puglierin, dell'Alfred von Oppenheim Center for European Policy Studies al German Council on Foreign Relations, una cosa è certa. "Io difendo soluzioni europee".

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