Decreto Dignità, arriva l'ok del Consiglio dei Ministri - Politica

Così il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, al termine del Consiglio dei Ministri che ha licenziato il cosiddetto "decreto dignità", il primo provvedimento del governo gialloverde.

Il leader del Movimento 5 Stelle ha spiegato che "oggi con il decreto dignità iniziamo a smantellare una parte del Jobs act".

Di Maio ha poi aggiunto che il decreto dignità "è solo un primo passo in avanti" per combattere la precarietà del lavoro, l'obiettivo è quello di "ridurre il costo del lavoro intervenendo sul cuneo fiscale e questo nella Legge di bilancio ci sarà".

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Ci sono anche Giovanni Toti (Liguria), Nello Musumeci (Sicilia), Donato Toma (Molise) e Nicoletta Spelgatti (Valle D'Aosta). Il progetto del leader leghista è chiaro: "Un'alleanza internazionale dei populisti, che per me è un complimento".


Nel decreto si prevedono ritocchi al redditometro, lo slittamento della scadenza dello spesometro al 28 febbraio (dal 30 settembre) e lo stop allo split payment solo per i professionisti. Una prima versione indicava un arco temporale di 10 anni. Nel testo si precisa che lo stop non vale anche per "i loghi sul gioco sicuro e responsabile dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli". Quindi, per tutti i tempi determinati non si potranno avere più di 4 proroghe, con un limite di durata massima comunque non superiore a 36 mesi. E arriva anche un contributo aggiuntivo di 0,5% su ogni rinnovo, per scoraggiare appunto il lavoro a termine.

Per disincentivare i licenziamenti "ingiusti" e rafforzare la lotta ai contratti precari si prevede infatti di aumentare del 50% degli indennizzi rispetto alla norme attualmente in vigore. Nell'ultima revisione salta la misura che impediva contratti di somministrazione a tempo indeterminato.

Per i rinnovi di contratti oltre i 12 mesi tornano le causali: temporanee e oggettive o per esigenze sostitutive, connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili dell'attività ordinaria, per picchi e attività stagionali. "Riconvocheremo il tavolo questa settimana per arrivare ad un punto di caduta", ha proseguito il ministro, ossia "un compenso minimo orario, un'assicurazione Inps e Inail, il diritto a non dipendere da un algoritmo e per questo va eliminato il punteggio reputazionale, e in generale un contratto che preveda chiari dettagli del rapporto lavorativo". Previste inoltre "più tutele per i lavoratori senza penalizzare gli imprenditori onesti", si sottolinea ancora. Nel decreto c'è anche una norma che, dopo la sentenza del Consiglio di Stato, lascia al loro posto le maestre diplomate per 120 giorni in attesa di una soluzione definitiva. Anche il beneficio andrà restituito con interessi maggiorati fino a 5 punti percentuali. Ad accertare le violazioni e a comminare le sanzioni sarà l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom), mentre è previsto che gli incassi vadano a finanziare il fondo per il contrasto al gico d'azzardo patologico. All'esame anche la stretta sulla pubblicità di giochi e scommesse esclusi i contratti in essere e le lotterie ad estrazione in differita, come la Lotteria Italia.

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