Sudafrica, dichiarata morta dopo un incidente si risveglia in obitorio

Dopo 34 giorni di agonia il ventottenne è morto questa mattina

Dopo 34 giorni di agonia il ventottenne è morto questa mattina

"Il nostro compito non è dichiarare vivi i morti ma mantenere vive le persone".

Una storia quanto mai singolare quella che arriva da Carlentonville, nella provincia sudafricana di Gauteng.

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Come se ora non volesse più attaccare l'Ue, ma riformarla dall'interno con un movimento di popolo. L'Italiano è fatto così, si infiamma velocemente e in velocità si sfiamma e ti dimentica.


Sulla vicenda è stata aperta un'inchiesta per indagare sull'accaduto e, soprattutto, per verificare se l'episodio sia stato un caso singolare di morte apparente o se ci siano state negligenze da parte del personale paramedico e sanitario. Per fortuna, la prontezza di spirito di un inserviente le ha salvato la vita. A compiere l'incredibile scoperta è stato un inserviente che compiendo le consuete pratiche quotidiane sulle salme, si è reso conto che dal corpo della donna proveniva un respiro ancora vitale. I paramedici hanno registrato la donna come la terza vittima dell'incidente. Sembrava morta, per l'appunto, e così hanno dato il via a tutta la trafila burocratica prevista nei casi di morte per incidente. Allertati immediatamente, i medici l'hanno portata di corsa in un ospedale a est di Johannesburg, dove la donna, di cui non sono state comunicate le generalità, è tuttora ricoverata per le cure dopo essere stata rianimata e messa fuori pericolo. "Finora non c'è stata chiarezza su quello che è successo".

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