Via libera al decreto dignità: licenziare diventa più caro

Di Maio con l’imprenditore Antonino De Masi preso di mira dall’andrangheta

Di Maio con l’imprenditore Antonino De Masi preso di mira dall’andrangheta

E lo strumento dello split payment è abrogato. Il riferimento del ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico è alle stime preliminari diffuse dall'Istat sul tasso di disoccupazione a maggio.

Anzitutto il decreto sconta un tasso di incoerenza francamente disarmante: da un lato, restringe le possibilità di ricorso ai contratti a termine e ne aumenta il costo, elementi che di per sé ben difficilmente potranno portare a un aumento della domanda di lavoro, anche in un ambiente macroeconomico relativamente favorevole; dall'altro, rende più costoso, irrigidendolo, il contratto di lavoro a tempo indeterminato, quello che dovrebbe, per ipotesi, conferire maggiore dignità al lavoro e che pertanto dovrebbe, secondo gli obiettivi del governo, assorbire una maggiore quota di contratti, sostituendosi al tempo determinato. D'altra parte proprio il Jobs Act appartiene a quella fase in cui era più alto il consenso degli imprenditori al governo Renzi che aveva nella sua agenda l'ammodernamento del diritto del lavoro.

E siamo solo all'inizio. Per il vicepremier va celebrato "il lavoro stabile e dignitoso". La riduzione, poi, della durata e del numero di proroghe dei contratti a termine induce al turn over e non assicura, quindi, stabilità al mercato del lavoro. "Poi andatelo a dire alle famiglie italiane, vedrete come vi rispondono". Ecco l'analisi del leader M5s: "La mafia è un atteggiamento prima di tutto, prima ancora di una organizzazione criminale è un atteggiamento".

Man.Utd, Darmian: "Juve, Inter, Napoli o altre, le porte sono aperte!"
Tecnicamente il confronto ci sta, da noi mancano gli stadi . È il denaro a fare la differenza, ma la strada è quella giusta. Juve , Inter o Napoli? "Le porte sono aperte a tutti".


La sintesi politica del provvedimento l'ha fatta Luigi Di Maio.

Il Decreto dignità punta a salvaguardare i livelli occupazionali e contrastare la delocalizzazione delle aziende che abbiano ottenuto aiuti dallo Stato per impiantare, ampliare e sostenere le proprie attività economiche in Italia. "L'atteggiamento mafioso a volte lo vediamo anche in alcuni esponenti e in alcune organizzazioni dello Stato".

"Sono particolarmente lieto come presidente di questo governo del fatto che il primo decreto approvato in materia sociale sia sul recupero della dignità dei lavoratori e delle imprese", ha sottolineato invece il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Un dato che però, su base annuale, è trainato quasi interamente dai contratti a termine. Infine, una battuta sull'assenza della somministrazione e del voucher: "Il tema della somministrazione in molti casi si presta a delle disfunzioni però dev'essere oggetto del dibattito parlamentare, non si può intervenire con un decreto". Anche perché fra gli esclusi dal mondo del lavoro e che devono in qualche modo con i cosiddetti "lavoretti" non ci sono solo i rider. Dall'altra parte per quanto riguarda i finanziamenti pubblici alle imprese, invece, per il ministro del Lavoro e dello Sviluppo "se prendi soldi" e riduci l'occupazione questi benefici andranno restituiti "proporzionalmente a quanti hai licenziato, in una soglia tra il 10 per cento e il 50 per cento, oltre il 50 richiediamo indietro tutti i contributi" e questo "consentirà di finanziare le altre imprese oneste che vogliono lavorare con lo Stato".

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