Il Rolling Stones contro Salvini: "Da adesso chi tace è complice"

“Da ora chi tace è complice”, il primo manifesto anti-Salvini è firmato dalla cultura pop

Rolling Stone attacca Salvini e mobilita gli artisti, ma l'appello è un flop

"Quando voglio dire qualcosa - ha scritto Mentana - la dico. Non credo agli appelli o alle prese di posizione perentorie e che servono solo a scopi identitari, o a volte peggio mirano a un po' di pubblicità gratuita".

"Il giornalismo è fatto di racconto e di confronto delle idee, di attacco alle posizioni ritenute sbagliate, o perfino pericolose. Mai però la scelta di una persona liberamente eletta come bersaglio, come uomo nero", è l'argomentazione di Mentana. Non so, non ho ancora letto la rivista. Su questo Mentana è una tomba, ma la figuraccia è servita. Ma ora il potere ce l'ha.

"Fa male vedere, giorno dopo giorno, un'Italia sempre più cattiva, lacerata, incapace di sperare e di avere fiducia negli altri e nel futuro".

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Nelle motivazioni del pronunciamento della Cassazione sul sequestro dei fondi della Lega , i giudici della Suprema Corte fanno riferimento anche al sequestro dei futuri introiti del partito fino al raggiungimento della cifra di 49 milioni di euro , provento della truffa allo Stato.


Andiamo avanti con chi, completamente fuori da ogni logica, pensa che gli artisti siano tutti milionari annoiati pieni di figli, guardie del corpo, vivano una vita dissoluta e soprattutto per questo non si rendano conto della realtà:.perché naturalmente, fare l'artista non è un lavoro vero, soprattutto se usi la tua esposizione per "rubare i soldi dei terremotati" (?)Il ribaltamento definitivo della realtà poi avviene davanti alle minacce di segnalazione da parte dei seguaci di Salvini: Rolling Stone incita all'odio. "I valori sui quali abbiamo costruito la civiltà, la convivenza, sono messi in discussione - è la preoccupazione della rivista diretta da Massimo Coppola- Ci troviamo costretti a battaglie di retroguardia, su temi che consideravamo ormai patrimonio condiviso e indiscutibile". Not in my name, non nel mio nome, nel nostro nome. "Scelta legittima, dicevo, ma che non condivido".

Salvini ha risposto alla rivista e agli artisti, accusandoli di essere multimilionari radical chic e invitandoli, se vogliono, ad "aprire le loro mega-ville per accogliere" i migranti. Tra i firmatari dell'appello i cantanti Vasco Brondi, Caprezza, Elisa, Diodato, Lo Stato Sociale, Emma Marrone, Ermal Meta, Negramaro, Roy Paci, Tommaso Paradiso; gli attori Marco D'Amore, Carolina Crescentini; gli scrittori Daria Bignardi, Erri De Luca, Sandro Veronesi; i registi Daniele Vicari, Gabriele Muccino; i giornalisti Enrico Mentana, Barbara Serra, Michele Serra; e ancora Chef Rubio, la Fandango, Linus, Zerocalcare.

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