Thailandia, ragazzi bloccati nella grotta: corsa contro il tempo per salvarli

Thailandia, ragazzi bloccati nella grotta: corsa contro il tempo per salvarli

Thailandia, ragazzi bloccati nella grotta: corsa contro il tempo per salvarli

Il vice governatore della Provincia di Chiang Rai, Passakorn Boonyaluck, ha affermato che "l'uomo, dopo aver consegnato una riserva d'ossigeno ai giovani, sulla via del ritorno, è rimasto con le bombole vuote". Resteremo aggiornati, intanto il VIDEO che mostra il momento in cui i ragazzi sono stati ritrovati.

Il soccorritore morto si chiamava Saman Kunan, ed era un Navy Seal che si era congedato da poco per lavorare come addetto alla sicurezza all'aeroporto di Bangkok. Il suo corpo è già stato trasportato all'esterno della grotta. Si era unito ai soccorsi nella grotta come volontario, e contribuiva alla fornitura di bombole di ossigeno per i ragazzi e i soccorritori.

I giovani calciatori - tutti tra gli 11 e i 16 anni - appaiono smunti nei lineamenti ma sono capaci di scherzare con i sub della Marina che dal ritrovamento di lunedì sera passano il tempo con loro sulla sponda fangosa dove per nove giorni avevano trovato riparo dalle inondazioni che hanno sommerso larghi tratti della grotta.

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I soccorritori hanno posato un tubo lungo cinque chilometri che immette ossigeno nella cavità dove il gruppo è bloccato.

Uno dei Navy Seals thailandesi impegnato nelle operazioni di salvataggio è morto per mancanza di ossigeno. In particolare, mentre il primo tratto consente ormai di camminare con i piedi nell'acqua, l'ultimo chilometro abbondante viene percorso in circa tre ore. È improbabile che l'intero percorso venga liberato dall'acqua prima del weekend, quando sono previste nuove piogge. Anche per questo, all'esterno della grotta altre squadre di soccorritori continuano a perlustrare la giungla sulle pendici della montagna, nella speranza di individuare un'entrata alternativa dalla quale possano essere fatti uscire i ragazzi. I soccorritori stanno cercando di far diminuire l'altezza dell'acqua in modo tale che i ragazzi abbiano il minor tratto possibile da dover percorrere in immersione.

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