Paolo Ruffini, primo laico alla guida di un Dicastero vaticano

Papa Francesco- Paolo Ruffini

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È Paolo Ruffini (nella foto), finora direttore di TV2000, rete televisiva della Conferenza episcopale italiana il nuovo Prefetto del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede. Ruffini è nato a Palermo il 4 ottobre 1956. Si e' laureato in Giurisprudenza presso la Universita' di Roma La Sapienza. È giornalista professionista dal 1979. Si era parlato anche di una proposta fatta ad Anna Maria Tarantola, presidente della RAI dal 2012 al 2015. "Ha ricevuto diversi premi di giornalismo e ha preso parte a numerosi convegni di studio circa il ruolo dei cristiani nell'informazione, l'etica della comunicazione e i nuovi media", riferisce la sala stampa vaticana.

Ruffini va a sostituire monsignor Viganò, che si era dimesso dopo la contorta vicenda della lettera di Benedetto XVI. "Sono certo che questo cammino continuerà in futuro con ancora più forza".

"Quanto a me, mi è capitato molte volte, nella vita - ha proseguito Ruffini -, di dover cambiare ruolo".

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L'importante giornalista, che è stato tra l'altro vicedirettore del Messaggero, direttore del Giornale Radio Rai di Radio Uno e de La 7 ha definito gli anni nella tv della Cei "un cammino bellissimo, entusiasmante, fatto con persone straordinarie".

Il direttore di Tv2000 ricorda poi una risposta che il Papa gli diede nell'intervista insieme a Lucio Brunelli alla conclusione del Giubileo della Misericordia: "la Chiesa come istituzione la facciamo noi, ognuno di noi". Sempre in maniera non prevista. "E mettere a disposizione di un disegno più grande tutto il mio impegno, tutto quel che so e tutto quel che sono". E questa è la strada sulla quale dovremo tutti, io per primo, andare avanti. Quella di Papa Francesco - dichiara il neo prefetto - è stata una chiamata che mi ha sorpreso, che non mi aspettavo, per un compito così grande da essere anche misura e ammonimento costante della mia personale piccolezza. "Nel ringraziare il Santo Padre per questa fiducia, siamo certi di trovare nel dottor Ruffini un interlocutore prezioso per continuare una collaborazione fruttuosa a servizio della missione della Chiesa". "Di fronte a questa chiamata - osserva Ruffini in una dichiarazione di cui riferisce il Sir - potrò sempre e solo esprimere la mia gratitudine".

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