Aggressione al figlio della Ventura, gip: hanno cercato di ucciderlo

Aggressione figlio Ventura per il gip è tentato omicidio'Volevano ucciderlo lo ha salvato un amico

Niccolò Bettarini, arrivano le prime dichiarazioni del figlio di Simona Ventura e Stefano Bettarini dopo l'aggressione

Dunque secondo il giudice i quattro avrebbero potuto ucciderle il ragazzo. Questa decisione è stata firmata dal gip di Milano Stefania Pepe, dopo la richiesta di convalida dei fermi e di custodia cautelare in carcere formulata dal pm Elio Ramondini.

Aggressione Bettarini, il gestore: "Fatto avvenuto fuori dal locale, da noi non entrano coltelli" Dopo l'aggressione a Niccolò Bettarini avvenuta la scorsa notte nei pressi della discoteca Old Fashion, il gestore del locale e presidente del SILB (Sindacato Italiano Locali Ballo) Roberto Cominardi ha ricostruito l'episodio che ha coinvolto il figlio di Simona Ventura e Stefano Bettarini: "Il tutto è avvenuto a circa 300 metri dal locale, tra viale Alemagna e il ponte Marie Curie". Ricordiamo che gli aggressori hanno scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere davanti ai giudici negli interrogatori. Parole che sono state raccolte da Tgcom24: "Mi ha dato alcuni buffetti sulla faccia cercando di provocarmi, io ho provato a respingerlo, ma mi sono trovato in mezzo a più di dieci persone e non ho capito più nulla". Ma, ora che sto migliorando, sento che sia giusto e doveroso dire diverse cose. È vero: queste sono telefonate che una mamma non vorrebbe e non dovrebbe mai ricevere!

Bettarini jr prosegue affermando di credere da sempre nell'amicizia, da lui definita "un valore fondamentale nella sua vita" per il quale sarebbe disposto a fare qualunque cosa. "Innanzitutto voglio in questo momento ringraziare la mia famiglia che mi è sempre stata vicino, nei momenti felici come in quelli brutti - spiega Niccolò Bettarini - Sono un ragazzo fortunato anche perché so di avere degli amici che mi hanno salvato la vita. Nessuno come lei ha saputo trasmettermi quella forza che mi ha permesso di non mollare mai".

Tentato rapimento alla villa comunale, parla la mamma della bimba
Il compagno le aveva detto che il bambino era caduto nella vasca da bagno dopo che lui si è distratto per pochi secondi. Sull'auto viaggiava anche la loro bimba di due anni che è stata trasportata dal 118 presso l'ospedale di Ostuni.


Il "Betta", come lo chiamano i suoi amici, ha dichiarato di uscire da quest'esperienza "più forte di prima, con la consapevolezza di aver rischiato tanto", e ringraziato le autorità giudiziarie che stanno conducendo le indagini sul suo caso.

Il giovane conclude il messaggio ricordando l'importanza di essere se stessi e di ricordarsi chi si è.

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