Thailandia, partita missione per far uscire i ragazzi dalla grotta

Thailandia, partita missione per far uscire i ragazzi dalla grotta

Thailandia, partita missione per far uscire i ragazzi dalla grotta

Lo riporta il quotidiano Khao Sod English. "Le possibilità di avvicinarsi sono alte", ha detto il presidente degli ingegneri tailandesi. Si attende l'annuncio dell'avvio delle operazioni. Aggravato anche dalla morte di uno dei soccorritori, un sub dei Navy Seal thailandese che ha perso la vita, probabilmente per mancanza di ossigeno, mentre in immersione portava bombole allo sfortunato gruppo di calciatori. Per quanto, non si sa: ogni ragazzino ha una maschera facciale a ossigeno, una muta resistente alle asperità delle rocce, guanti rinforzati per potersi tenere lungo la sagola, il filo di Arianna steso per quattro chilometri e che dovrebbe portarli fino all'ingresso principale delle cavità. Si era unito ai soccorsi nella grotta di Tham Luang come volontario, e contribuiva alla fornitura di bombole di ossigeno per i ragazzi e i soccorritori. La Thailandia già lo considera un eroe: come tantissimi thailandesi impegnati al campo base della grotta, Saman Guman aveva preso ferie dal suo lavoro per dare il suo contributo.

Ci sono seri dubbi sulla sicurezza per via dei passaggi angusti della caverna che occorre attraversare, un percorso lungo oltre due chilometri.

Immesso ossigeno per i ragazzi La possibile carenza di ossigeno era già un timore ieri, ed è causata dall'alto numero di soccorritori che si alternano nei cunicoli semi-sommersi per arrivare ai ragazzi.

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Il pericolo segnalato nei giorni scorsi di una pericolosa riduzione dell'ossigeno all'interno della nicchia sotterranea dove lunedì sono stati ritrovati i 12 ragazzi thai e il loro allenatore è costato la prima vittima di questa brutta avventura cominciata il 23 giugno con la scomparsa dei ragazzi. Per compiere il tragitto di andata e ritorno tra l'entrata della grotta e il punto dove i calciatori e il loro allenatore sono bloccati servono circa undici ore.

E' improbabile che l'intero percorso venga liberato dall'acqua prima del weekend, quando sono previste nuove piogge. Anche per questo, all'esterno della grotta altre squadre di soccorritori continuano a perlustrare la giungla sulle pendici della montagna, nella speranza di individuare un'entrata alternativa dalla quale possano essere fatti uscire i ragazzi.

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