Regno Unito, la Brexit "spacca" il governo May

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Esteri Il ministro per la Brexit è"un pigrone: 4 ore di colloqui in 6 mesi dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI

"L'attuale tendenza politica e la tattica" stanno rendendo "sempre meno probabile" che il Regno Unito lasci l'unione doganale e il mercato unico, ha scritto Davis nella sua lettera di dimissioni alla premier. Lo riferisce l'agenzia Pa. Una doppietta di dimissioni che mette in grande difficoltà il governo di Londra.

Theresa May ha accettato le dimissioni di Boris Johnson dalla carica di Ministro degli esteri.

Sia il ministro per la Brexit David Davis sia il ministro degli Esteri Boris Johnson si sono dimessi. Davis, 69 anni, finora responsabile per il governo britannico dei negoziati sul divorzio con l'Ue, aveva sottoscritto venerdì - come tutti gli altri ministri - il compromesso proposto da Theresa May per cercare di sbloccare le trattative con Bruxelles: compromesso sgradito ai 'brexiteers' ultrà del suo stesso partito, considerato da qualcuno alla stregua di un 'tradimento' del risultato del referendum del 2016 e improntato a un'apertura sull'ipotesi di creazione di un'area di libero scambio post Brexit - con regole comuni - almeno per i beni industriali e per l'agricoltura, oltre che alla definizione di nuove intese doganali con l'Ue. Ora però si è aggiunta la nuova grana Johnson.

La Brexit terremota il governo May.

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La priorità sono i nostri attaccanti. "E se dovessero partire delle trattative, l'ultima parola spetta comunque all'allenatore". Se viene e si allena come si deve, non so perché non devo tenerlo in considerazione. "Se ha bisogno di coccole, gliele farò.".


La premier ha sostituito Davis con Dominic Raab, ex ministro per l'abitazione, noto per le sue posizioni euroscettiche. "È pericoloso". E sul suo successore che dovrà portare avanti i negoziati con l'Ue, dice: "May ha bisogno di un ministro sulla Brexit che la aiuti a realizzare la sua strategia".

Theresa May è appesa a un filo. E ora, in pieno effetto domino, anche il ministro per gli Esteri Boris Johnson ha lasciato il suo incarico.

Entrambi i licenziamenti sono collegati ai disaccordi nel governo che si sono aggravati nei giorni scorsi per quanto riguarda l'approccio alla Brexit. Dal fronte dei 'brexititeers', plausi al gesto "coraggioso e da uomo di principi" di Davis arrivano a tamburo battente da deputati come Peter Bone, Andrea Jenkyns e Harry Smith, mentre molti osservatori danno già per scontata una sfida imminente alla leadership Tory della May. "Il Partito Conservatore è ormai nel caos", commenta fra gli altri il presidente del consiglio nazionale del Labour, Ian Lavery.

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