Thailandia, odissea finita: tutti salvi i calciatori, anche l'allenatore!

Blog	Il salvataggio a Tham Luang Nang Non tanta tecnica e un pizzico di fortuna	di
		Luca Longo

Blog Il salvataggio a Tham Luang Nang Non tanta tecnica e un pizzico di fortuna di Luca Longo

L'ambulanza che lasciava la grotta è stata stamattina il primo segno che anche l'ultimo gruppo rimasto dentro dopo i primi due giorni di soccorsi - quattro ragazzi e l'allenatore - si avviava verso la libertà: dopo poco sono seguite le altre. Nelle oltre due settimane in cui sono rimasti intrappolati hanno perso in media due chili. Il livello dell'acqua è cresciuto da ieri, ma questo non ha pregiudicato le operazioni di soccorso che vede impegnati 90 subacquei, dei quali 50 sono stranieri.

La tecnica adottata dalla direzione delle operazioni in Thailandia era forse l'unica ragionevolmente possibile.

"I bambini sono calciatori - ha aggiunto Jesada - quindi hanno un sistema immunitario alto". Come nei giorni scorsi l'ostacolo principale per le operazioni di salvataggio è stata la pioggia. La notizia era già stata anticipata dai media locali.

Thailandia, in salvo i primi sei bambini: stanno bene
Oggi, abbiamo utilizzato quasi tutte le bombole di ricambio che abbiamo organizzato nei giorni precedenti sulla stessa strada. Non ci hanno spiegato chi hanno preso per primo. "E per 48 ore, non possiamo neppure entrare in ospedale".


Gli otto ragazzi salvati ieri dalla grotta allagata nel nord della Thailandia sono di "buon umore" e hanno un sistema immunitario forte perché sono calciatori, hanno fatto sapere oggi le autorità sanitarie. "Oggi nessuno ha la febbre", ha riferito un funzionario del ministero della Salute parlando all'ospedale Chiang Rai. A rientrare nella caverna è stata la stessa squadra di sub che ha già operato nei primi due giorni. Ma alla fine ce l'hanno fatta. I circa 100 soccorritori ancora nella grotta sono usciti nel giro di un'ora.

Intanto, l'offerta dell'imprenditore americano, Elon Musk, di portare fuori i ragazzi thailandesi attraverso un mini sommergibile costruito dalla sua azienda e' stata "educatamente" declinata dal coordinatore dei soccorsi. È andato sul posto per aiutare come volontario, essendo un sub esperto, ed è rimasto per tutti e tre i giorni delle operazioni insieme ai ragazzi, per assisterli. È stato lui a decidere l'ordine con cui fare uscire i ragazzi, e probabilmente a somministrare loro le medicine per affrontare il difficile e claustrofobico percorso. La grotta è diventata famosa in tutto il mondo: "dobbiamo installare più luci all'interno e mettere segnalazioni", per "venire incontro alle attività turistiche".

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