Ilva, Di Maio: "Migliorare i livelli occupazionali. Confronto andrà avanti"

Ilva Di Maio chiede modifiche al contratto con Arcelor Mittal

Cosa ha detto Di Maio sull'Ilva nell'incontro con i sindacati

" E' quanto si legge in una nota del Presidente della Camera di commercio di Taranto, Luigi Sportelli, a poche ore dall'incontro del Ministro Luigi Di Maio con i Sindacati e Mittal. Il ministro ha posto una serie di perplessità circa gli accordi sottoscritti con il gruppo da parte del precedente esecutivo, dichiarando di voler ridiscutere con Mittal le questioni su ambiente e occupazione e chiedendo al gruppo maggiore impegno su entrambi gli aspetti", osserva Bruno Manganaro, segretario generale Fiom Genova. Puntualmente, come una bomba ad orologeria, interviene non appena si intravede uno spiraglio di soluzione nella drammatica vicenda dell'Ilva", afferma il segretario della Uilm, Rocco Palombella, sottolineando che "i lavoratori hanno bisogno di tranquillità, di prospettive occupazionali e soprattutto del risanamento ambientale.

"Ci aspettiamo proposte migliorative e fortemente migliorative", ha detto il capo politico del Movimento cinque stelle.

Il vice premier Luigi Di Maio ha inviato i documenti sulla cessione dell'Ilva ad Arcelor Mittal all'Autorità Anticorruzione guidata da Raffaele Cantone dopo aver ricevuto una lettera del presidente della regione Puglia Michele Emiliano che evidenziava irregolarità nella gara. Intanto non si è fatta attendere la difesa dell'ex ministro Calenda, che ha twittato più volte in risposta a chi gli chiedeva un commento.

Sui tempi Di Maio, aggiunge che "adesso l'interlocuzione è in corso" auspicando "in tempi brevi passi avanti".

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Il presidente della Bce ha comunque rassicurato che la sua istituzione non intende abbandonare a fine anno (con il Qe) "la politica monetaria espansiva" e le elargizioni di liquidità a basso costo.


Non solo sugli aspetti ambientali si è soffermato Di Maio. Ci sono poi anche grandi differenze sugli investimenti proposti, con 3 miliardi di euro promessi da AcciaItalia, di cui 1,1 miliardi sarebbero stati spesi per installare le nuove tecnologie a basso impatto ambientale nel ciclo integrale (quello che, partendo dal minerale, permette di produrre acciaio che viene poi trasformato, tutto nello stesso sito).

Manca l'accordo sindacale, ma questo accordo ci sarà.

È questo un punto che, a nostro avviso, deve essere richiamato con forza all'attenzione di tutti, perché in qualche commentatore (sicuramente) malizioso potrebbe anche nascere il sospetto che, dietro una pur opportuna verifica di limpidezza dell'operazione di vendita, si nasconda in realtà il proposito di portare ad un lento e sempre più inesorabile declino lo stabilimento di Taranto con la sua inevitabile dismissione, alla fine di un travagliatissimo percorso di polemiche e di confronti infruttuosi.

Per Bentivogli "non si realizza un impianto sicuro prorogando una gestione commissariale in cui sono aumentati gli infortuni e i morti sul lavoro e di sicuro non si dà prospettiva a questa azienda se continuano a passare mesi e anni".

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