La Camera approva il taglio dei vitalizi

"Adesso il Senato prenda esempio", ha detto il capo politico dell'M5s Luigi Di Maio, che in piazza con il ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro hanno brindato insieme agli altri parlamentari.

La delibera presentata dal presidente della Camera, Roberto Fico, prevede la rimodulazione secondo il metodo contributivo degli assegni vitalizi percepiti dagli ex deputati. È un giorno di festa: finalmente vengono aboliti i vitalizi! "Avremo infatti un risparmio di risorse pubbliche di oltre 40 milioni di euro all'anno". Pareva che fra Lega e 5 Stelle sui vitalizi stesse per saltare il patto. "La prima di tante che ci aspettano".

Giovedì 12 luglio 2018 l'Ufficio di presidenza della Camera ha approvato il taglio dei vitalizi agli ex parlamentari. "E al Senato completeremo l'opera", ha aggiunto. E 64 ex deputati che sono stati molti anni in Parlamento e hanno ricoperto molti e prestigiosi incarichi rischiavano di essere favoriti dal ricalcolo, di guadagnarci.

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Il presidente Giancaspro si è impegnato per 1,5 milioni ma ne mancano altri 3 per raggiungere la quota necessaria. Il Bari ha bisogno un aumento di capitale di 4,5 milioni di euro.


Il leader pentastellato ha inoltre annunciato una sforbiciata in arrivo per le pensioni d'oro, abbassando l'asticella da quota 5mila a quota 4mila euro: "Per coloro che non hanno versato i contributi a sufficienza saranno tagliate anche le pensioni sopra i 4mila euro: l'obiettivo è quello di dare una sforbiciata alle pensioni d'oro per dare qualcosa in più alle minime".

La democrazia rappresentativa è uno strumento delicato, che in Italia è già stato distrutto una volta dalla polemica antiparlamentare e antigiolittiana di Gabriele D'Annunzio (e, purtroppo, Gaetano Salvemini) tesaurizzata poi dai fasci di combattimento. Molti sono ultraottentenni, come il democristiano veronese Valentino Perdonà che di anni ne ha ben 103: il suo assegno passa da 4480 euro al mese a 1250.

I vitalizi parlamentari sono indennità concesse ai parlamentari al termine del loro mandato, a condizione che abbiano raggiunto alcuni requisiti di anzianità nella carica elettiva. "Ed a conferma di tutto ciò - conclude il senatore di Forza Italia - l'unico provvedimento con un reale impatto sull'economia, il decreto legge dignità, e sul quale ci riserviamo di fare una decisa battaglia a livello parlamentare per stravolgerlo, continua ad esistere soltanto nelle dichiarazioni enfatiche di ministri ed esponenti politici della maggioranza".

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