Migranti, asse di volenterosi guidato da Austria-Germania-Italia

Seehofer suicidio migrante

Il ministro dell'Interno tedesco Horst Seehofer. Credit Afp

Karl Jüsten, ha criticato oggi il progetto del ministro degli interni Seehofer per il "piano generale sulla migrazione": in una intervista alla agenzia cattolica KNA, Jüsten ha affermato che "il progetto genera sfiducia e pregiudizi nei confronti di chi cerca protezione". E' quello che vede come protagonisti i ministri degli Interni di Italia, Germania e Austria che si sono incontrati in un trilaterale che ha preceduto l'avvio della riunione informale a Innsbruck di tutti i ministri Ue degli Interni.

"Le proposte italiane su migranti diventano proposte europee: contiamo che finalmente l'Europa torni a difendere i confini e il diritto e alla sicurezza dei 500 milioni di europei".

Seehofer, alla vigilia della sua trasferta tirolese, ha presentato il suo 'masterplan' insistendo sui "centri di transito" da cui "respingere" i richiedenti asilo "direttamente nei paesi competenti". Ma l'impressione è che le distanze restino. Ed ecco cosa in realtà sta contrattando Seehofer con Salvini, senza ottenere almeno per ora grandi risultati.

A Innsbruck, l'asse dei "volenterosi" si è ricomposto.

L'Austria, presidente di turno del Consiglio dell'Unione, col cancelliere Sebastian Kurz ed il vicepremier Heinz Christian Strache la settimana scorsa, quando il disastro della chiusura delle frontiere bavaresi che avrebbe innescato un effetto domino in Europa sembrava inevitabile, aveva lavorato intensamente per trovare una soluzione europea.

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Sul piatto dell'offerta all'Italia, in cambio dello stop dei movimenti secondari dei migranti, Kurz e Seehofer avevano promesso misure "per chiudere la rotta migratoria del Mediterraneo centrale", muovendosi così nella direzione auspicata da Salvini. In Germania abbiamo bisogno di un equilibrio tra la disponibilità ad aiutare da una parte e le reali capacità del nostro paese dall'altra"."Lo ribadisco: favoriamo le soluzioni europee in tutte le sfere.

Dovrà essere all'unanimità, per questo servono alleanze. Ma Roma cerca anche un aiuto più consistente in Libia e un aumento dei ricollocamenti. "I governi del passato non hanno difeso l'Italia, ma l'hanno svenduta per qualche bonus e qualche briciola".

I tre ministri: "Limitare i flussi in partenza".

"Di fronte a noi, ci sono controlli alle frontiere: se questi fossero attuati tutto l'anno, sarebbe un grave danno economico".

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