Come è andato l'incontro tra Trump e Putin

Trump a Putin:

Trump-Putin: prove di disgelo

Lo ha detto il presidente degli Stati uniti Donald Trump dopo il faccia a faccia di oltre due ore da solo con Vladimir Putin a Helsinki.

E' previsto per oggi l'incontro tra il presidente statunitense Donald Trump e quello russo Vladimir Putin. Il presidente degli Stati Uniti ha detto al numero uno russo di essere consapevole che "il mondo ci sta osservando" dicendosi comunque sicuro che "è bello essere qui con te". "Abbiamo continui contatti. Abbiamo parlato al telefono alcune volte nell'ambito di diversi eventi internazionali". "Iniziamo a capirci molto meglio", ha replicato Trump, che prima aveva dichiarato che andare avanti con la Russia è "una cosa buona, non una brutta cosa" e di sperare in una "relazione straordinaria" tra i due Paesi, perché "il mondo vuole vederci andare d'accordo" nel breve incontro con i giornalisti prima del faccia a faccia.

"La Russia non ha mai interferito e mai interferirà negli affari interni americani, comprese le elezioni". In effetti, in quasi tutti i dossier globali, le due super-potenze in questo momento sono in rotta di collisione.

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Ma fenomenale lo è anche fuori dal campo il diciannovenne del Paris Saint Germain che ha deciso di donare in beneficenza tutti i premi del Mondiale.


Putin s'è mostrato più forte, più incisivo, anche sul passaggio che ha riguardato il Russiagate ha usato termini più secchi e ha strappato all'americano un apparente allineamento (sulla fiducia).

Gli Usa, secondo la Clinton, non potevano tollerare un'Europa pacificata che si estendeva addirittura a Sud con l'Unione Euro-mediterranea e ancora a Est senza scontrarsi con la Russia. Putin, tuttavia, ha assicurato che "la Russia può collaborare con una potenza energetica come gli Usa per regolarizzare il mercato dell'energia, nessuno ha interesse che ci sia un dumping dell'energia". Sono stati squassati equilibri storici: mettendo in discussione la presenza russa in Crimea, irrinunciabile; accerchiando l'unica sua residua presenza nel Mediterraneo militare rappresentata dalla base a Tartous in Siria; fomentando l'estremismo sciita come clava per abbattere i regimi arabi filoccidentali. Quest'ultima frase ha introdotto un siparietto. Il resto deve essere soggiogato, deve allinearsi a quelle che sono le nuove sfere di influenza. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità.

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