Donald Trump fa l'occhiolino a Putin, il russo replica aprendo le braccia

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Il protezionismo di Trump spinge Bruxelles nelle braccia di Pechino

Tempi superati, come le macchine da scrivere sulle quali venivano battuti i documenti da firmare alla fine del summit.

Gli occhi del mondo ieri erano puntati su Hlensinki, dove il presidente americano Donald Trump e il suo omologo russo Vladimir Putin si sono incontrati. "Torneremo a parlarci - ha assicurato Trump - e anzi avremmo dovuto farlo prima, siamo stati tutti degli stupidi". Poco prima della stretta di mano c'è stata una strana "mossa" da parte del Presidente Usa: Trump ha fatto l'occhiolino a Putin che ha risposto con un mezzo sorriso e aprendo le braccia. Era "una doppia negazione", ha sostenuto Trump.

I tempi dei vertici di svolta tra Reagan e Gorbaciov, con scenografie sontuose e solenni firme di accordi di disarmo, sono ormai lontani. Il presidente americano ha accusato le precedenti amministrazioni americane dell'attuale stato di cose. Trump aveva dato una risposta sgangherata, andando fuori tema, citando alcune teorie del complotto e facendo capire in ultima istanza che si fida effettivamente più di Putin che dell'intelligence statunitense.

Detto questo, i due leader hanno annunciato passi avanti - tenui - anche in quei dossier che erano finiti al centro dei rumor della vigilia.

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Sia chiaro che, pur con questo taglio, i Comuni continueranno a tenersi tutti gli stranieri di prima, regolari e richiedenti asilo, ma non avranno risorse per progetti e attività.


Una proposta che Trump ha definito "pazzesca". Perfino lo status dei due interlocutori è rimasto imprecisato: Trump è rimasto colto di sorpresa dalla domanda se Putin fosse un nemico o un alleato, cavandosela con un "è un avversario, e lo dico come complimento", il capo del Cremlino ha rivelato che non si fida di Donald, come lo chiama, e Donald non si fida di lui, perché "nessuno si fida di nessuno, non bisogna fidarsi, rappresentiamo ciascuno gli interessi del proprio Paese". "I nostri rapporti con la Russia non sono mani stati peggiori, grazie a tanti anni di follia e stupidità e ora questa Caccia alle Streghe Truccata", ha twittato Trump, riferendosi alle indagini sul Russiagate.

Putin ha mostrato che cacciarlo dai tavoli internazionali non è così facile, e a sole 24 ore dalla conclusione della riuscita operazione immagine dei Mondiali in Russia ne piazza una seconda, esibendosi come interlocutore alla pari, bonario e rilassato, con il leader della potenza avversaria.

Incredibile. Che il mondo stia meglio e possa tirare un sospiro di sollievo quando gli Stati Uniti e la Russia, i paesi che detengono oltre il 90% delle armi capaci di distruggere più volte il pianeta, cerchino di collaborare invece di confrontarsi, come invece avviene in Siria o Ucraina, é ovvio. Un capolavoro di due maestri del marketing, da inserire nei manuali della politica del like baiting.

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