Unione Europea e Giappone firmano intesa di libero scambio anti-Trump

Storico accordo di libero scambio con il Giappone

Da sinistra Shinzo Abe Donald Tusk e Jean Claude Juncker

Intesa anche sulla protezione dei dati personali, che consentirà la libera circolazione dei dati tra Europa e Giappone, assimilato e considerato in tale ambito come Stato membro dell'Unione. I giapponesi, da parte loro, pagheranno meno i formaggi come parmigiano, gouda e cheddar - oltre che biscotti e cioccolata. Un gioco di sponda tra i due. "È il solo modo per incrementare le opportunità delle nostre imprese e per supportare l'export delle nostre eccellenze" - commenta il presidente di Assolatte Giuseppe Ambrosi - che aggiunge: "gli accordi internazionali cercano di ridurre, se non di azzerare, gli ostacoli che i nostri imprenditori devono affrontare quotidianamente per far crescere il proprio business, e contribuire quindi alla crescita economica del nostro Paese".

L'accordo dovrà essere ratificato dal parlamento di Ue e Giappone prima di entrare in vigore intorno a fine marzo 2019, prima che avvenga la Brexit, con l'abbandono della Gran Bretagna dall'Unione europea.

"Con il più grande accordo commerciale bilaterale di sempre, oggi cementiamo l'amicizia nippo-europeo", ha detto il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, dopo la firma con il premier giapponese, Shinzo Abe, avvenuta oggi a Tokio.

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"Siamo stati i primi a sottolineare alcune delle limitazioni alla tutela delle nostre IG proposte dal Giappone che non ci convincevano, e grazie al nostro intervento abbiamo ottenuto alcuni miglioramenti in corso d'opera". Per Jean-Claude Juncker questa è la prova concreta "che siamo più forti e meglio posizionati quando lavoriamo insieme perchè non c'è protezione nel protezionismo e non c'è unità dove c'è l'unilateralismo". Nel momento in cui si separerà dal blocco, il Regno Unito spera di essere in grado di "ribaltare" molti degli attuali accordi commerciali dell'UE, ma non è garantito che riuscirà a farlo. "Con i valori condivisi della democrazia liberale, dei diritti umani e dello stato di diritto", ha rilanciato Tusk via Twitter.

A differenza del libero scambio con il Canada, il Ceta, questo accordo non è osteggiato dal governo italiano. "Il Giappone è il sesto maggior partner commerciale dell'Italia al di fuori dell'Unione europea - si legge nel comunicato di Agrinsieme -, con un surplus commerciale di 2,4 miliardi di euro: l'Italia, infatti, esporta verso il paese del Sol levante beni per circa 6,6 miliardi di euro, a fronte di importazioni per 4,2 miliardi".

L'accordo Jefta (Japan-Ue free trade agreeement) dovrebbe valere quasi 80 miliardi di esportazioni, con il 97% delle tariffe doganali giapponesi che per l'Europa saranno abolite.

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