BREAKING: Scoperto su Marte un lago di acqua allo stato liquido!

BREAKING: Scoperto su Marte un lago di acqua allo stato liquido!

BREAKING: Scoperto su Marte un lago di acqua allo stato liquido!

Un lago di acqua salata c'è davvero su Marte e la scoperta è frutto della tecnologia e della scienza di 22 ricercatori italiani, e soprattutto della loro determinazione a indagare uno dei misteri più intriganti del Pianeta Rosso. L'annuncio è arrivato oggi nel corso di una conferenza stampa internazionale congiunta dell'Agenzia Spaziale Italiana, dell'Istituto Nazionale di Astrofisica e dell'Università Roma Tre, convocata nella sede dell'Asi per illustrare lo studio pubblicato su Science. Una condizione non compatibile con acqua liquida, a meno che non sia salata, perché ricordiamo che i sali agiscono come una sorta di "antigelo", impedendo all'acqua di ghiacciare. E a scoprirlo è stato il radar italiano Marsis della sonda Mars Express. "Questi risultati indicano che ci troviamo probabilmente in presenza di un lago subglaciale", conclude Elena Pettinelli dell'Università Roma Tre, "simile ai laghi presenti al di sotto dei ghiacci antartici, relativamente esteso e con una profondità certamente superiore alla possibilità di penetrazione delle frequenze usate da Marsis". Acqua, sali, rocce e protezione dalla radiazione cosmica sono ingredienti che potrebbero far pensare anche ad una nicchia biologica. La linea bianca più a sinistra è l'eco del radar di superficie, mentre le macchie blu chiaro lungo l'eco radar basale evidenziano aree di riflettività molto alta, interpretate come dovute alla presenza di acqua. E i dati provenienti dalla calotta polare marziana sono incredibilmente paragonabili a quelli terrestri: l'Agenzia Spaziale Italiana sta vivendo momenti di euforia dichiarando a tutto il mondo di aver trovato acqua nel sottosuolo di Marte. Lo ha scoperto il radar italiano Marsis della sonda Mars Express. "In alternativa - continua - potrebbe trattarsi di un acquifero profondo nel quale l'acqua liquida riempie i pori e le fratture della roccia". Questa parte del lavoro è durata quasi 4 anni, ma il gruppo è riuscito a determinare che la permittività dielettrica dell'area altamente riflettente è maggiore di 15, perfettamente in accordo con la presenza di materiali che contengono notevoli quantità di acqua liquida. "Buona parte di questa è stata portata via dal vento solare, che spazzò quella che mano a mano si vaporizzava dalla superficie degli specchi d'acqua".

"Il grande dilemma era quindi quello di stabilire dove fosse finita tutta quell'acqua", dice Orosei, primo autore dell'articolo.

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Si parla di impegni per il cinema, ma non escludiamo un volo direzione Olanda per concludere in prima persona l'affare. Ma ho una responsabilità importante, per salvaguardare Meret devo prendere tre portieri dello stesso livello.


Enrico Flamini di ASI spiega che "era uno strumento completamente diverso dall'unico lontano precursore volato un quarto di secolo prima sull'ultima missione Apollo, estremamente promettente di cui si doveva non solo sviluppare l'elettronica, ma anche il modo di elaborarne i dati". Lui proponeva la costruzione di un tipo di radar a bassa frequenza, battezzato Marsis, da imbarcare sulla sonda le cui onde sarebbero state capaci di penetrare nel sottosuolo marziano fino a quattro chilometri rivelandone struttura e natura. "Ma una parte doveva essere rimasta intrappolata nelle profondità e potrebbe ancora trovarsi allo stato liquido". Questa scoperta sensazionale diventa finalmente una valida risposta alla domanda che dal 1976 avevano sollevato le missioni Viking della NASA: essi ipotizzavano che in passato Marte aveva avuto laghi, fiumi e mari, senza però mai sapere che fine avesse fatto quella enorme mole d'acqua.

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