Facebook crolla a Wall Street

Facebook crolla a Wall Street

Facebook crolla a Wall Street

La società di Palo Alto ha bruciato ieri nelle contrattazioni after-hours di Wall Street più di un quinto della sua capitalizzazione di mercato - il 20,54%, circa 120 miliardi di dollari - nelle appena due ore seguite alla diffusione dei suoi risultati aziendali nel periodo aprile-giugno: un trimestre, il primo interamente successivo alla vicenda Cambridge Analytica, che il gruppo di Mark Zuckerberg ha chiuso per la prima volta dal 2015 disattendendo i pronostici del mercato su molti fronti, e soprattutto gettando ombre pesanti sui risultati dei prossimi mesi.

Ma, attenzione, proprio la grande volatilità dell'economia digitale, con così pochi anni di storia alle spalle, deve indurci alla prudenza. Il fondatore del social network ha aggiunto che Facebook stava eliminando anche post che spingevano alla violenza. Il fatturato trimestrale è stato di 13,23 miliardi di dollari, mancando le stime degli analisti che parlavano di un fatturato di 13,36 miliardi di dollari, e un utile per azione di 1,74 dollari superando, in questo caso, le stime di 1,72 dollari per azione. Ha deluso anche la crescita degli utenti, saliti dell'11% a 1,47 miliardi di amici al giorni, meno delle attese del mercato che prevedeva un aumento del 13% a 1,48 miliardi. I ricavi per utente in media sono stati di 5,97 dollari, 2 centesimi sopra i calcoli degli analisti.

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Alla quinta i biancocelesti sfidano il Genoa all'Olimpico, alla sesta trasferta friulana contro l'Udinese . Il campionato di calcio inizierà il 18 agosto 2018 e terminerà il 26 maggio 2019 .


In Nord America (Usa e Canada) i cosiddetti "Daily active users" sono stati pressochè stabili a 185 milioni contro attese per 185,4 milioni; in Europa sono scesi dell'1% a 279 milioni da 282 milioni del trimestre precedente, sotto le stime per 279,4 milioni.

"Forse è presto per parlare della fine di Facebook, ma di sicuro possiamo parlare di inizio della fine di Facebook": non aveva dubbi il 15 giugno 2011 l'analista di Forbes Tim Worstall nel prevedere che il social media inventato ad Harvard dall'enfant prodige Mark Zuckerberg fosse al capolinea.

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