Uccide la figlia di 17 mesi costringendola a mangiare il sale

Uccide la figlia di 17 mesi costringendola a mangiare il sale

Uccide la figlia di 17 mesi costringendola a mangiare il sale

La piccola Peyton è morta per ipernatriemia o avvelenalamento da sale: i delicati reni, data l'età non erano completamente sviluppati e hanno collassato a seguito delle eccessive quantità di sale somministrate dalla madre. Il decesso della bimba è arrivato nell'agosto del 2016, quando si è deciso di staccare i macchinari.

Ha ucciso la figlia di 17 mesi costringendola a ingurgitare una quantità letale di sale.

Un incidente che ha travolto la vita di un'intera famiglia: il padre e le quattro figlie. Purtroppo non siamo nuovi a raccontarvi casi con protagonisti genitori che dopo un raptus di follia uccidono i propri figli, anche piccolissimi.

"Tutte le mie ossa rotte e le ferite guariranno ma non il devastante dolore nel mio cuore", ha dichiarato la donna.

Stavano tornando da una vacanza al mare nel Maryland, a Ocean City, quando all'improvviso, per motivi ancora poco chiari, un camion ha tagliato la strada, invadendo la corsia dell'autostrada di Delaware, colpendo in modo micidiale la loro vettura. La piccola fu trasportata all'ospedale Spartanburg medical center, in South Carolina, con febbre alta e convulsioni. La bimba morì dopo cinque giorni dal ricovero nonostante gli sforzi straordinari dei medici per salvarla: tutto è stato vano.

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Prima di tutto è da capire la legittimità della creazione di una zona di ricerca e soccorso libica. In questo caso invece la Asso 28 ha fatto rotta verso Tripoli .


Una storia raccapricciante quella che ci giunge dagli Stati Uniti e precisamente dalla South Carolina.

Solo a quel punto la donna ha confessato la verità, e ha riferito alla polizia che è stata portata a compiere l'omicidio per attirare l'attenzione del marito.

La donna dichiarò alle autorità che la bambina aveva preso il sale mentre giocava con la sorella maggiore che le avrebbe lasciato a disposizione il sacchetto.

A due anni di distanza dai terribili fatti e dalla morte della bimba, Kimberley è stata condannata a 30 anni di carcere e prima di poter chiedere la libertà vigilata dovrà scontare almeno l'85% della pena che le è stata inflitta.

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