TG1 - BERGAMO Due neonate morte di pertosse

Nascita

Due neonate uccise dalla pertosse

L'appello è dunque ai ginecologi, affinché consiglino alle madri di vaccinarsi tra la 27esima e la 32esima settimana così da salvaguardare i propri figli per i primi due mesi di vita, periodo in cui possono iniziare a vaccinarli.

Il batterio di quella che è anche conosciuta come tosse convulsa o canina causa infezioni alle vie respiratorie a volte molto gravi, soprattutto nei neonati.

La situazione purtroppo è rapidamente degenerata: sono state entrambe trasferite al Giovanni XXIII, e ricoverate in Terapia intensiva. Dalla ricostruzione delle cause basata sugli accertamenti medici è emerso che le madri delle due bambine, una residente vicino a Treviglio e l'altra nel Cremasco ma che gravita nella Bergamasca, avevano avuto una gravidanza senza problemi ma "nessuna delle due era vaccinata per la pertosse" né si era sottoposta di recente a "una profilassi protettiva contro questa malattia". "Alcuni vaccini proteggono per sempre - scrive il medico -, altri forniscono un'immunità limitata nel tempo. Questo è il caso del vaccino contro la pertosse, dove addirittura la malattia stessa non fornisce una protezione permanente". Secondo lo specialista infatti, "fino agli anni 90 contro la pertosse abbiamo usato un vaccino estremamente efficace che era però gravato di alcuni effetti collaterali rari, ma non trascurabili. Dopo quel momento siamo passati ad un vaccino detto "acellulare" che è sicurissimo, ma meno potente", ha spiegato Burioni sui social network, sottolineando l'importanza di vaccinare le madri in gravidanza. Il vaccino acellulare (attualmente contenuto nell'esavalente) è efficace in quasi il 90% dei vaccinati, ma l'immunità tende a svanire con il tempo.

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A causa di questa minore efficacia del nuovo vaccino, e pure a causa delle mancate vaccinazioni, "i casi di pertosse stanno aumentando", afferma Burioni. In seguito a parossismi, si possono verificare anche casi di apnea, cianosi e vomito.

L'ospedale precisa che non si tratta di un'epidemia: le due piccole erano residenti in due aree lontane decine di chilometri della provincia, inoltre si sono ammalate a un mese di distanza l'una dall'altra. Infine, prosegue il virologo, "è opportuno che i fratelli, i parenti, il padre si sottopongano ad un richiamo del vaccino, in modo da rendere impossibile che il batterio della pertosse, dopo averli infettati, arrivi nella gola del neonato". Naturalmente - conclude - questa zona di sicurezza e' vanificata se il bimbo frequenta un asilo nido dove gli altri bimbi non sono vaccinati.

"Per questo - conclude Burioni - è molto importante che tutti vengano vaccinati, in modo da non consentire la circolazione di questo pericoloso batterio".

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