Un imprenditore italiano è stato ucciso in Venezuela durante un sequestro

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Lo riferisce la stampa locale, spiegando che gli autori dell'omicidio sono stati individuati e uccisi dalla polizia.

E' giallo in Venezuela sulla morte dell'imprenditore 45enne di origini italiane, Elio Josè Simonelli Datellis, rimasto ucciso probabilmente durante un tentativo di sequestro a Maracay, nello Stato di Aragua.

"Non segnaliamo i tanti episodi di violenza - hanno dichiarato i due sindaci, Petraroia e Spina in un documento congiunto - che quotidianamente avvengono a Maracay e in altre città venezuelane, a danno dei 140 mila cittadini con passaporto italiano e del milione e oltre di oriundi, che vanamente attendono da tempo di completare le pratiche per il riconoscimento della cittadinanza italiana, incontrando difficoltà amministrative, ritardi burocratici e rinvii sine die ad ogni livello". Per il Datellis non c'è stato nulla da fare, il suo corpo è stato ritrovato privo di vita all'interno del suo stesso furgone dagli agenti di polizia, che nel frattempo erano intervenuti dopo aver individuato il veicolo utilizzato dai sequestratori per la fuga grazie all'ausilio di un elicottero. E' stato infatti trovato morto all'interno del suo suv in una strada di quartiere del comune di Francisco Linares Alcántara, dopo essere stato rapito.

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Non è la prima volta che a morire in Venezuela, paese che sta vivendo una profonda crisi economica e sociale, sono molisani. Proprietario di una carrozzeria per automobili a Sant'Agustin, ma anche di un magazzino della Nestlé, nella regione di Aragua, dove l'uomo risiedeva. Nei paraggi si trovava il fratello di Datellis, che ha notato qualcosa di sospetto ma non immaginava il rapimento. A quel punto, José Simonelli ha fatto partire una chiamata dal suo cellulare proprio al fratello e ha lasciato cadere il telefonino sul pianale dell'auto lasciando aperta la conversazione.

La banda è stata poi rintracciata dalla polizia e si è innescato un conflitto a fuoco, al termine del quale sono morti 5 sequestratori. Ma secondo i portali El siglo ed Efecto Cocuyo le vittime sul terreno sono almeno cinque.

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